“Accogliamo con grande apprezzamento le parole del Presidente di ACI Geronimo La Russa e il sostegno dalle istituzioni sportive per l’ipotesi di ospitare un secondo Gran Premio di Formula 1 nel nostro Paese. È un segnale chiaro che conferma la centralità e il valore strategico dell’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari”. Così il sindaco di Imola Marco Panieri.
Continua la primo cittadino imolese: “Come abbiamo ribadito anche lo scorso 25 luglio in occasione della nostra presenza al Gran Premio d’Ungheria e del lavoro fatto in questi anni dal 2020 ad oggi, i canali di dialogo con il Circus della Formula 1 non si sono mai interrotti. In quell’occasione abbiamo proseguito l’analisi degli standard internazionali e portato avanti il nostro piano di investimenti: dalla nuova passerella e la copertura del corpo box alla Casa degli Eventi alla curva Tosa, fino agli interventi sul nuovo ponte Tosa e alla nuova viabilità sulla via Emilia. Oggi stiamo proseguendo questo percorso. Il nostro territorio, insieme alla Regione Emilia-Romagna, sta facendo investimenti importanti sulla struttura per renderla sempre più moderna, competitiva e all’avanguardia. Imola e l’Emilia-Romagna insieme al Presidente De Pascale si stanno muovendo nella direzione giusta da tempo e siamo sempre pronti, come già fatto in passato, a rispondere presente. Tuttavia, per cogliere fino in fondo questa straordinaria opportunità e dare continuità a una sfida di questa portata, è fondamentale lavorare uniti: serve un impegno corale e sono necessarie le giuste risorse a livello di Sistema Paese per affiancare gli sforzi che la comunità locale sta già compiendo”.
“È fondamentale - conclude il sindaco - in un contesto di lavoro di squadra e per garantire gli standard richiesti, come già fatto in passato con Monza, un sostegno economico adeguato del Governo per proseguire il percorso di ammodernamento a favore degli autodromi pubblici, Imola compresa. Allo stesso tempo, guardiamo con profonda attenzione e dispiacere alla complessa e drammatica situazione internazionale che investe il Medio Oriente e altre aree del mondo. Come abbiamo espresso in Ungheria, auspichiamo una normalizzazione rapida delle tensioni. Crediamo fermamente che lo sport e il motorsport non siano soltanto un’occasione di competizione e indotto, ma debbano farsi interpreti di un ruolo più alto: un veicolo universale di speranza, unione e cooperazione tra i popoli per un forte messaggio di pace di cui il mondo ha profondamente bisogno.”