Giulio Ciotti: «Ci abbiamo sempre creduto»

Atletica

Due campionati Europei (Roma 2024 e Birmingham 2026), un Mondiale (Budapest 2023) e la Diamond League 2024. Cresce, grazie alle vittorie di Gianmarco Tamberi, anche il “bottino” del suo allenatore, il riminese Giulio Ciotti, a fianco del campione marchigiano dal marzo 2023. Impossibile non ripercorrere con lui l’ennesima vittoria da film di Gimbo, il 14 agosto scorso, alla rassegna continentale di Birmingham nell’alto.

Allora Giulio Ciotti, a pochi giorni dall’impresa di Gianmarco Tamberi ai campionati europei sono ancora vive in lei le emozioni di quella serata?

«Assolutamente sì, anche se le emozioni sono sempre difficili da descrivere. C’è stata certamente gioia, ma anche soddisfazione per aver compiuto un’impresa alla quale nessuno, a parte noi più vicini a Gianmarco, credeva più. E poi ho provato un grande senso di sollievo e leggerezza, per esserci lasciati alle spalle, nel miglior modo possibile, due anni difficilissimi».

L’avvicinamento agli Europei è stato faticoso per mille ragioni, ma c’è stato un momento nel quale avete pensato di rinunciare?

«No, abbiamo avuto tante problematiche in effetti, però grazie al lavoro di squadra e, soprattutto, alla capacità di Gianmarco di rinascere sempre più forte dalle difficoltà, non abbiamo mai smesso di credere che saltare alto a Birmingham fosse possibile. Arrivare da campioni in carica con lo stagionale più basso e da più “vecchio” del lotto lo ha spronato tantissimo. Inoltre la concomitanza del primo compleanno di sua figlia Camilla, gli ha dato un supplemento di energia immerso».

Rivedendo la gara e sentendo le dichiarazioni di Tamberi sembra davvero che nel corpo e nella testa di Gianmarco quella sera sia scattato qualcosa, lei ha avuto la stessa impressione?

«Sapevamo dagli allenamenti che stava bene, ma pure che la tecnica stentava a causa degli infortuni di percorso. Poi in gara lui con la canotta azzurra dell’Italia è come se si togliesse gli occhiali da Clark Kent e indossasse tuta e mantello di Superman».

Da ex atleta quanto Tamberi ha vinto la gara anche a livello di carisma, perché alcuni avversari, come l’argento ucraino Doroščuk, sembravano soffrirlo davvero?

«Come hanno detto in telecronaca Bragagna, Roggero e Baldini... che l’hanno paragonato a Tomba... se Gimbo in pedana inizia ad inanellare salti buoni gli avversari smettono di pensare a se stessi e iniziano a guardare la sua gara e questo vuol dire game over, per loro».

Tamberi è un campione dalle mille sfaccettature, quanto è impegnativo per voi supportarlo in tutto e per tutto?

«Dietro ogni traguardo si cela il lavoro silenzioso di un team straordinario, un supporto invisibile quanto vitale. Ogni sacrificio di Gianmarco diventa, inevitabilmente, un pezzo della nostra stessa storia. In questo percorso, ad esempio, la presenza di Tiago Gamelas, il nostro fit performer (fisioterapista di altissima prestazione, ndr), è un dono raro, una professionalità quasi introvabile nel nostro Paese, che arricchisce la nostra squadra. Lasciato il Portogallo per trasferirsi ad Ancona, Tiago vive al nostro fianco 330 giorni all’anno, pronto a tendere la mano in ogni momento critico; una dedizione vitale la sua, specialmente negli ultimi due anni, segnati da prove fisiche senza precedenti. Accanto a questo legame professionale vive quello degli affetti più cari: io ho la fortuna di avere al mio fianco una famiglia che non solo mi sostiene nelle avversità, ma che con amore immenso colma la distanza delle mie assenze».

La prossima stagione sarà concentrata sui Mondiali di Pechino o ci potrebbe essere spazio anche per gli Europei indoor di Valencia?

«Molto semplicemente pensiamo un anno alla volta, in vista di un solo grande obiettivo, le Olimpiadi di Los Angeles 2028».

Agli Europei nell’alto femminile era in gara anche l’imolese Marta Morara, uscita in qualificazione, come l’ha vista?

«Marta ha dovuto affrontare nella sua carriera molte avversità, ma con grande forza e determinazione ha saputo finalmente trovare la quadra. Oggi deve essere orgogliosa dell’Europeo che ha fatto: l’1,88 l’ha saltato bene e la misura di 1,91 l’ha portata via con i talloni, facendo un tentativo forse più bello di quelli riusciti a Pieroni e Tavernini. Grazie alla grande esperienza del suo tecnico Giuliano Corradi arriverà presto a importanti traguardi».

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