«Ormai a questa cosa di essere stato l’ultimo finalista italiano nel giavellotto ai Campionati Europei non pensavo neppure più, poi da giovedì pomeriggio la notizia del grande risultato di Giovanni Frattini ha smosso una serie incredibile di ricordi». Comincia così la chiacchierata con il ravennate Agostino Ghesini, “classe di ferro” 1958, se è vero che lavora ancora tutto il giorno come personal trainer alla Palestra City Club di via Faentina. «Sì, ma domani (oggi, ndr) è Ferragosto e potrò riposarmi, quindi la gara di giavellotto me la vedrò bello comodo sul divano. L’altro giorno, invece, delle qualificazioni ho potuto solo leggere i risultati, anche se mi ha colpito che Frattini abbia centrato la qualificazione al terzo tentativo. Io, infatti, ero famoso per essere quello dell’ultimo lancio».
Atletica, Europei di Birmingham: Agostino Ghesini, l’uomo dei record all’ultimo lancio, spinge Frattini in vista della finale
Gli inizi
Ghesini, finalista agli Europei di Atene 1982 dove chiuse 8° con 81.10, è ravennate doc e la sua è una storia davvero incredibile, considerando che abitava attaccato al campo d’atletica Marfoglia e che proprio sotto casa stabilì, il 9 giugno 1983, il nuovo record italiano con 89.12: «Ho iniziato per gioco – spiega lui - perché Claudio, il figlio del custode del campo, era mio grande amico e ogni tanto entravamo per provare dei lanci con una pallina speciale. Io ero noto per essere un gran “sassaiolo” e quando Maurizio Rivano, che divenne poi il mio allenatore, mi vede lanciare ci “provò”. Mi propose di fare un lancio a patto che, se fosse andato bene, poi avrei iniziato ad allenarmi lì. Quella pallina la tirai in fondo al campo, era il 1974 e lì cominciò tutto.
Quell’estate lavoravo come lavapiatti 16 ore al giorno in un hotel a Marina Romea, finita la stagione a settembre tornai a Ravenna e comincia a lanciare il giavellotto per la Libertas Atletica Ravenna. Già a novembre arrivai a 44.68, poi fui chiamato per un raduno della Nazionale Allievi a Schio e mi spinsi fino a 59.72 e nel 1977 esordii con l’Italia Senior a Trieste nel meeting contro l’Ungheria».
Europei e Olimpiadi
Oltre ai 6 titoli tricolori vinti (5 consecutivi dal 1981 al 1986 e nel 1991 quello ai campionati Invernali di lanci), la carriera di Ghesini ha visto agli Europei di Atene, ai Giochi del Mediterraneo di Casablanca (1983) e alle Olimpiadi di Los Angeles (1984) i propri momenti clou: «Ho collezionato 27 presenze in azzurro – riprende Ghesini - le Fiamme Oro non mi vollero perché portavo gli occhiali, mentre alle Fiamme Gialle e alla Pro Patria Milano, con la quale ho vinto la Coppa Campioni per club, ho legato gran parte della mia vita sportiva. Ad Atene centrai la finale con 80.62, poi fui ottavo con tanto di personale a 81.10. A Los Angeles, purtroppo, pagai a caro prezzo un infortunio al gomito che mi procurai a Caorle dove, a venti giorni dai Giochi, lanciai ad 85.96, misura con la quale avrei vinto l’oro. Alle Olimpiadi gareggiai il giorno del mio compleanno, il 4 agosto, ma mi fermai a 72.96 in qualificazione (23° posto, ndr) per il dolore. In mezzo gareggiai ai Giochi del Mediterraneo a Casablanca, lì i dirigenti erano stati chiari, l’importante era non farsi battere dai francesi. Ero secondo fino all’ultimo lancio proprio dietro a un francese, mi dissi che non poteva finire così e tirai una sassata incredibile. Vidi la fettuccia muoversi e poteva essere solo quella degli 80 metri (79.28, ndr), avevo vinto, andai da lui, gli strinsi la mano e lo salutai, senza nemmeno guardare la misura sul tabellone, una grande soddisfazione».
Il record in casa
Scontato dire, però, che un posto speciale nel cuore di Ghesini lo occupa quell’incredibile record italiano stabilito il 9 giugno del 1983 al meeting internazionale di Ravenna (in occasione della ristrutturazione dell’impianto), proprio sotto casa: «C’erano tutti i miei vicini che mi guardavano dalle terrazze e dai palazzi circostanti, avevo una carica incredibile e con 89.12 superai lo storico record italiano di Carlo Lievore (86.74, a lungo pure primato mondiale, ndr). Ah, chiaramente all’ultimo lancio, la mia specialità».