Dilettanti proprio no. Il primo a rispondere simpaticamente ma comunque senza sconti all’ex presidente della Figc, Gabriele Gravina (ieri ha rassegnato le dimissioni), è stato Gianmarco Tamberi, campione olimpico di salto in alto a Tokyo 2021. La reazione di “Gimbo” alla frase sconclusionata di Gravina che aveva definito i campioni degli altri sport come dilettanti è una foto di 13 sportivi in un campo da calcio, con le divise della Nazionale italiana, e la didascalia: “Dilettanti allo sbaraglio!”, tra i volti in foto ci sono campioni come Jannik Sinner, Andrea Kimi Antonelli, Marco Bezzecchi, Marcell Jacobs, Dominik Paris, lo stesso Gianmarco Tamberi, Mattia Furlani e la due volte campionessa a Milano-Cortina Federica Brignone. Tutto fuorchè dilettanti dunque. Rincara la dose Giulio Ciotti, l’allenatore riccionese di Gianmarco Tamberi, uno dei più forti saltatori in alto italiani di sempre con il gemello Nicola, più volte in nazionale. Giulio Ciotti è portacolori delle Fiamme Azzurre, è inserito nel programma nazionale degli atleti di vertice grazie appunto alla partecipazione ad un Corpo dello Stato, dal 1996 è nella Polizia Penitenziaria ed ha svolto anche un anno di servizio in carcere nella Casa Circondariale di Rimini. Insomma, uno che può parlare di questi temi: «Pensavo che uno dei presidenti più in vista non si potesse permettere di esprimere farneticazioni di questo tipo - dice Ciotti - penso però che in questo momento storico dobbiamo prendere atto che questo è quello che offre la classe dirigente. Mi ha dato fastidio la superficialità di Gravina, in quattro minuti è riuscito a dire molte cavolate, ad esempio che Arianna Fontana è una sciatrice. Roba da rabbrividire, una persona come lui non può dire una cosa del genere». Ciotti rincara la dose: «Sono allibito, perché Gravina è da otto anni in carica e per causa sua quasi due generazioni non vedranno l’Italia ai Mondiali». Poi una riflessione sul post di Tamberi: «Il suo è stato un post ironico, aveva poche parole da esprimere davanti ad una dichiarazione così inappropriata, ha scritto Dilettanti allo sbaraglio. Se ha fatto un post così ironico penso che sia stato abbastanza scontento delle dichiarazioni di Gravina».
Servirà tutto questo perché la cultura sportiva in Italia sia meno calcio-centrica e più sensibile verso anche gli altri sport? «Purtroppo no, la mentalità sarà sempre calcio-centrica. Faccio un esempio: quando i tifosi del Perugia hanno dato fuoco al tappetone del salto in alto al Romeo Neri alcuni appassionati di calcio hanno girato la frittata dando la colpa alla posizione del materasso e non al teppista che ha tirato il fumogeno. Il fatto è che gli altri sportivi, parlo di quelli che non seguono molto il calcio, praticano e seguono lo sport con maggiore serenità e maggiore senso sportivo, essendoci anche meno interessi. La mentalità sarà sempre incentrata sul calcio perché è lo sport più seguito e praticato. Però io penso che bisognerebbe tornare a un calcio fatto di valori, al calcio delle famiglie, ad un calcio con molto meno business. Se il presidente della Federazione esprime quelle frasi vuol dire che quelli sono i valori che scaturiscono dal suo ambiente. La mia non è polemica verso il calcio, ma per come viene interpretato con questa mentalità poco aperta. Poi i risultati parlano chiaro: i nostri giovani non riescono ad esordire in prima squadra». Di contro c’è un’atletica che va fortissimo: «Noi abbiamo vinto tre ori ai mondiali indoor, con Nadia Battocletti, Zaynab Dosso ed Andy Diaz, è vero che noi inseriti nei Corpi dello Stato prendiamo uno stipendio, ma serve solo per fare l’attività, tra alimentazione specifica, spese di trasferta, cure, tutto quello che otteniamo lo facciamo con grandi sacrifici. Al netto prendiamo uno stipendio che va dai 1.600 ai 1.800 euro, poi c’è la Federazione che aiuta con delle borse di studio, però a quel livello ci devi arrivare».