Resilienza è una parola che va molto di moda in questi anni, spesso abusata, molte volte neppure compresa. Il dizionario in tal senso recita, “La resilienza è la capacità di resistere alle difficoltà e ripartire, e si applica in psicologia, fisica e ecologia”. E anche nello sport, verrebbe da aggiungere, perché la storia della 27enne imolese Marta Morara, fresca di convocazione agli Europei di Birmingham (10-16 agosto) e ai Giochi del Mediterraneo di Taranto (30 agosto-3 settembre), è assolutamente una storia di resilienza.
Morara, un esordio azzurro con parola d’ordine resilienza
Cadere e rialzarsi
Era infatti il 2022 quando l’atleta romagnola, stabilì a San Vendemiano in luglio il proprio personale (1.88), tre giorni dopo aver vinto il bronzo ai Giochi del Mediterraneo in Algeria con 1.87.Di lì sarebbero seguiti il trasferimento a Siena, l’entrata a settembre 2023 nel corpo dell’Aeronautica Militare e, soprattutto, tante delusioni a livello sportivo. Basti dire che dal 2023 al 2025 (compresi) il risultato migliore per lei fu un 1.82 (indoor) saltato a Modena a febbraio 2024: «E’ stato un periodo molto difficile – ecco le parole dello Morara - soprattutto a livello psicologico. Ho avuto qualche problema fisico, vero, ma nulla di veramente grave. Purtroppo nel gruppo d’allenamento a Siena non tutto è filato per il verso giusto, poi ci ritrovammo all’improvviso senza impianto e questo bloccò la crescita di tutte noi. Indubbiamente ho smarrito la fiducia nelle mie possibilità e tutto si era fatto nero. Sono stata però brava a resistere, a non arrendermi e, con l’aiuto da fine 2023 del mio nuovo allenatore Giuliano Corradi, sono riuscita a trovare la strada per rialzarmi. Questa doppia convocazione è una notizia che, ovviamente, mi ha fatto esplodere di felicità. Mi sento come una bambina alle prime gare, non vedo l’ora che arrivi via posta il completo tecnico della Nazionale Italiana e vado a Birmingham per continuare a fare bene. L’obiettivo? Entrare in finale».
Prima in azzurro
Quella a Birmingham sarà la prima presenza con l’Italia Senior per l’atleta imolese, che scenderà in pedana giovedì 13 agosto a partire dalle 11.55 a caccia della finale di sabato 15 agosto (ore 21.07): «A livello fisico sto bene. Purtroppo ai recenti Campionati Italiani ho fatto peggio delle aspettative (bronzo con 1.81, ndr) causa una forma influenzale, con febbre, che ho smaltito del tutto solo venerdì scorso. Continuo ad allenarmi per tre giorni alla settimana a Modena sotto la guida di Corradi e gli altri al Romeo Galli di Imola, mentre la partenza per Birmingham è fissata per martedì 11. La finale? Penso sia alla mia portata, ma dovrò migliorare il personale di 1.90 per entrare nelle migliori dodici. Non conosciamo ancora la quota di qualificazione diretta, anche se solitamente quella è “altina” e conta stare nelle dodici. Attualmente nel ranking sono quindicesima, quindi vado là con grande fiducia».
Stress con lieto fine
L’imolese si è qualificata agli Europei grazie al sistema del Target number (30 pass per disciplina), restando in bilico fino all’ultimo: «Devo ammettere che è stato davvero stressante, perché quella classifica finisce per condizionarti. Sei sempre lì a guardare quello che succede in giro per l’Europa e a fare calcoli, poi io sono stata a lungo proprio trentesima e bastava un soffio per uscire. D’altro canto come sistema è molto stimolante, ti spinge ad uscire dall’Italia e a gareggiare in posti dove altrimenti difficilmente andresti. In Repubblica Ceca a Brno il 25 giugno ho fatto il mio nuovo personale e il 12 luglio in Olanda a Zoetermeer ho conquistato punti decisivi, in gare solo d’alto, con ambienti molto familiari e divertenti. Insomma, me la sono goduta e finalmente adesso mi sento tornata stabile su misure alte. Quei tre anni sono stati tosti, ora mi sento più motivata e più sicura e il percorso portato avanti con Corradi deve ancora completarsi».
E adesso diteci se quella di Marta Morara non è una vera storia di resilienza sportiva.