Trionfo europeo. La spada azzurra raccoglie l’ennesima medaglia, un oro luccicante conquistato dominando ogni sfida, soprattutto la finalissima contro i padroni di casa della Francia, favoriti della vigilia. E naturalmente c’è un’anima romagnola, quella di Matteo Galassi, che con il fresco campione europeo Simone Mencarelli, Davide Di Veroli e Andrea Santarelli, sbaraglia tutta la concorrenza.
La fuga per la vittoria degli azzurri comincia direttamente dagli ottavi di finale, dove si trovano di fronte la Svezia (45-35 al Lussemburgo nei sedicesimi). Poche difficoltà per l’Italia, che stravince 45-30: Galassi domina il primo assalto contro Kelly (5-1), si fa sorprendere da Svensson nel secondo (7-9) e prevale su Backstrom nel terzo (7-3). Nei quarti la sfida con la Polonia, che doma 29-25 l’Olanda ma non può fermare la corsa degli azzurri. Finisce 45-33 con Galassi che vince 5-3 con Socha, perde 8-7 con Michalak e batte 9-4 Antkiewicz. L’avversaria della semifinale è come da previsioni la Svizzera, a cui tocca esattamente la stessa sorte dei polacchi: 45-33. Galassi però effettua solo il primo assalto, battendo 6-5 Hauri, poi viene rimpiazzato da Santarelli, che fa in pieno il suo dovere vincendo di misura contro Malcotti (4-3) e Bayard (6-5).
Ed eccoci alla finalissima, contro i francesi padroni di casa. La partenza è bruciante, perchè Mencarelli dà 3-1 a Gally e Di Veroli fa anche meglio, 4-1 a Bardenet. Tocca a Galassi, che mantiene il prezioso vantaggio pareggiando 4-4 con Fortin (11-6). Mencarelli vince di misura, 4-3, anche con Bardenet (15-9) e tocca di nuovo al cervese, che anche stavolta mantiene intatto il margine azzurro con un 4-4 contro Gally (19-13). L’ottimo Di Veroli mette a segno un altro 4-1, stavolta contro Fortin, aumentando ancora il margine (23-14), mentre Santarelli sale in pedana al posto di Galassi e con un 9-5 a Bardenet dà il la definitivo alla fuga dell’Italia, che sale sul 32-19. Gli azzurri sento il profumo della vittoria e Mencarelli conferma il suo stato di grazia con un rotondo 8-3 a Kendrick (40-22). Ormai è fatta, e anche se Di Veroli parte male contro Gally, il gap ormai è troppo ampio: finisce 45-30, un altro largo successo che legittima la superiorità di un’Italia davvero d’oro.