Il primo scudetto dell’artistica cesenate, impresa realizzata sabato a Bergamo dalla squadra maschile del Gymnastic Romagna Team, fa seguito a una storia centenaria della ginnastica cesenate. Lo ricorda Corrado Maria Dones, presidente dell’Unione Sportiva Renato Serra, sodalizio che comprende il Romagna Team: «Siamo fra le società centenarie. L’affiliazione alla Federginnastica è datata 14 dicembre 1924. A fine estate festeggeremo questo doppio traguardo: scudetto e centenario».
Il Romagna Team ha vinto l’oro in un anno più difficile di altri, con nazionali come De Rosa e Casali a mezzo servizio, non ancora pienamente recuperati da infortuni. Un anno fa era favorito alla Final Eight, ma un infortunio a Vannucchi e alcuni errori lo fecero scendere alla piazza d’onore: «È uno scudetto meritato, dopo averlo perso per due stagioni – commenta il presidente - L’anno scorso sembrava più fattibile, è vero che ci è mancato Vannucchi, ma senza tre o quattro errori grossolani ce l’avremmo potuta fare. Adesso festeggiamo: la squadra è solida, investimenti e programmazione ci hanno portato un risultato pregevole, è una bella soddisfazione».
La Final Eight ha visto complessivamente più errori rispetto ad altre finali, Dones la sintetizza così: «Vannucchi ha sbagliato l’entrata alle parallele ed è caduto due volte e dal primo siamo scivolati al terzo posto. Ma Larduet e Casali hanno tenuto, realizzato oltre 13 punti ciascuno, recuperando 2 punti importanti. A sbarra e corpo libero la squadra ha eseguito tre ottimi esercizi, mentre la favorita Pro Carate è crollata alle parallele».
Il coach Roberto Germani analizza momenti di una gara strategicamente impostata come “contenitiva”: «È ostico per noi cominciare al cavallo con maniglie: ho chiesto allo specialista De Rosa, col polso non ancora a posto, di partire per primo riducendo di due decimi il valore dell’esercizio. Era importante non sbagliare, tranquillizzare Larduet e Marzocchi che hanno poi eseguito abbastanza bene». Da lì è stato un crescendo: buona l’esecuzione agli anelli di Vannucchi, “spettacolare” Larduet, affidabile Marzocchi. Bene anche il volteggio: «Vannucchi ha eseguito “solo” due avvitamenti e mezzo, con Casali abbiamo rischiato i tre. Dopo il volteggio eravamo carichi». Poi le parallele, attrezzo débâcle di giornata. Vannucchi sbaglia una contro-kippe d’entrata sullo staggio, cade. Ripete e cade ancora. Punteggio 9,150. «A quel punto sapevamo che i 240 punti non li avremmo passati, allora ho detto ai ragazzi: va così, la Pro Carate è favorita, cerchiamo di non farci superare dagli altri».
Larduet e Casali hanno portato a casa l’esercizio, ma il Romagna team ha avuto un valore aggiunto: il tifoso speciale Lorenzo Bonicelli, lo sfortunato azzurro che nel 2025, alle Universiadi di Essen, è caduto dagli anelli davanti agli occhi di Vannucchi e Germani: «Bonni ha voluto seguire la gara con noi, ci ha spronati fino all’ultimo e la sua carica è arrivata».
Alla sbarra bello l’esercizio di Vannucchi; 13.500 per Tisselli, bene anche Larduet, mentre alle parallele la débâcle colpisce in modo cruciale la favorita Pro Carate. Al Romagna Team manca solo il corpo libero: «In meno di un punto eravamo tutte lì: noi, Ferrara e Mestre. Tisselli ha realizzato 12.900, Casali 14.050; a Vannucchi ho chiesto di rinunciare a un elemento. Risultato: 13.700 e scudetto».
«Abbiamo una squadra molto affiatata – conclude Dones - completa dal punto di vista tecnico, unita pure con ginnasti di più parti d’Italia, siamo riusciti a creare davvero un bell’amalgama sul fronte dell’amicizia, importante nei momenti cruciali».
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