E’ morto Varenne, il cavallo più iconico del trotto italiano. Era nato il 19 maggio 1995 all’allevamento Zenzalino di Copparo, in provincia di Ferrara: figlio della fattrice italiana Ialmaz e dello stallone americano Waikiki Beach. A credere in Varenne, dopo che la prima prova in pista fu tutt’altro che esaltante, fu Enzo Giordano che lo acquistò e costruì intorno a lui una squadra destinata a diventare celebre. L’allenatore fu il finlandese Jori Turja, mentre al suo fianco, per quasi tutta la carriera, ci fu il driver romano Giampaolo Minnucci. Che campione sia stato Varenne lo dicono i numeri: disputò 73 corse, vincendone 62, con un palmarès che comprende alcune delle competizioni più importanti del trotto internazionale. Tra i successi dell’accoppiata Varenne-Minnucci anche il Gp Città di Cesena 1999, unica volta in cui il Capitano corse, e trionfò (in 1.13.7), all’ippodromo del Savio
Ippodromo del Savio che questa sera, in occasione del Superfrustino - Tomaso Grassi Award celebrerà Varenne: al trotter cesenate sarà presente Giampaolo Minnucci (che ha preso il posto in extremis di Simioli nei dieci driver finalisti) e verranno mostrate sul grande schermo le immagini della vittoria alla Breeders Crown, negli Usa, ottenuta il 28 agosto 2001, anno in cui Varenne entrò nella leggenda vincendo anche Prix d’Amérique, Gran Premio Lotteria ed Elitloppet, le tre più importanti corse del circuito europeo. All’Ippodromo del Savio saranno presenti le tv nazionali per intervistare Giampaolo Minnucci.