Ad appena 17 anni sarà l’unico rappresentante della Repubblica di San Marino alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, a mezzo secolo dalla prima partecipazione del Titano ai Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976.
Nonostante un impegno sportivo serrato, Rafael Mini, mamma argentina e papà sammarinese, trova il tempo per uscire con gli amici come un qualsiasi adolescente, frequenta (sfiorando la media del 7) il quarto anno di Chimica e Biotecnologie sanitarie all’Istituto tecnico di Novafeltria, gioca a tennis e ascolta la musica trap che lo gasa ma senza disdegnare sonorità più classiche, dopo aver studiato e appeso al chiodo il violino. La spinta all’agonismo, che affonda le radici nella sua infanzia, è stata declinata su più ambiti. Mini ha militato infatti come terzino destro nella “Serenissima” sino a 10 anni, e praticato anche atletica leggera, gareggiando in diverse discipline, finché a settembre 2025 ha rappresentato il Titano ai Campionati del mondo di corsa in montagna a Canfranc nel Mountain Classic Under 20.
Mini, quand’è cominciata la sua passione per lo sci?
«Scio da quando avevo una manciata di anni. Una passione istintiva, la mia, che per divampare non ha avuto bisogno di un campione da emulare. Dopo aver intrapreso il percorso agonistico nel settore giovanile della Federazione sammarinese sport invernali, ho rotto il ghiaccio a livello internazionale nelle competizioni Borrufa a Andorra e Pinocchio sugli Sci all’Abetone. L’esordio nel circuito Fis risale invece nel 2024 mentre nel febbraio dell’anno seguente mi è toccato l’onore di rappresentare San Marino al Festival olimpico della Gioventù europea a Bakuriani, in Georgia, chiudendo 58° in gigante. A stretto giro infine la partecipazione ai Mondiali di sci alpino a Saalbach, in Austria».
Come si è qualificato per i Giochi olimpici 2026?
«Ho ottenuto il minimo di partecipazione in gigante e slalom. Per quest’ultima specialità, decisive sono state le buone gare svolte indoor alla Druskininkai Snow Arena in Lituania e allo Ski Dubai Mall of The Emirates a Dubai».
Qual è il suo stato d’animo a un passo dalle sfide?
«L’entusiasmo prevale sull’agitazione. Non mi sento sotto pressione, daró quanto potrò, cimentandomi nello sport che amo. Nel frattempo accumulerò esperienza. Un’esperienza che nella vita capita poche volte di assaporare».
Quando la vedremo sul piccolo schermo?
«Gareggerò in gigante il 14 febbraio e in slalom il 16, sempre nella cornice dello Stelvio Ski Centre di Bormio».
Il 14 febbraio festeggerà anche San Valentino?
«Al momento mi concentro sullo sport».
I suoi tifosi più accaniti?
«Oltre ai miei genitori, senz’altro i nonni e Camila, la mia sorellina di 12 anni».
Cosa vuol fare da grande?
«Mi piacerebbe diventare maestro di sci e frequentare un corso di laurea in fisioterapia. Ma c’è tempo per decidere, non sono ancora sicuro al 100%».
«Lo scaldacollo bianco che porto sempre con me».
Una domanda che non le hanno ancora fatto?
«“Chi vuoi ringraziare?”».
«Che il mio grazie va agli allenatori, a chi mi ha supportato sin qui e ai compagni di squadra con i quali sono cresciuto».