Continuano le proteste in piazza dei lavoratori penalizzati dalla pandemia

RIMINI. Dopo i lavoratori delle palestre, scendono in piazza a Rimini anche quelli del settore spettacolo.
Martedì 23 dalle ore 15 davanti al teatro Galli in piazza Cavour, si terrà un presidio (in contemporanea in 20 piazze d’Italia) a un anno esatto dal blocco totale del mondo dello spettacolo. Per centinaia di migliaia di lavoratori del settore, un anno di profonda precarietà, disoccupazione, assenza totale di prospettive. Dicono: in questo anno non abbiamo mai smesso di lottare per 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗴𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶, per una totale riforma del nostro settore, per la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici.
Siamo anche consapevoli che una riforma del settore non possa esistere se non all’interno di un sistema di welfare che permetta a tutt* di superare la soglia di povertà, grazie all’introduzione di un 𝗿𝗲𝗱𝗱𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝘂𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗹𝗲.
E chiedono la presa in carico da parte delle istituzioni competenti delle seguenti urgenti e necessarie richieste:
sblocco immediato e conseguente 𝗲𝗿𝗼𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶 rimasti in sospeso (DL ristori 5) durante queste settimane di instabilità governativa; tempestiva 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗼𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗧𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 che coinvolga lavoratrici e lavoratori del settore spettacolo e cultura, al quale siedano Ministero del Lavoro, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali;  attuazione di una ormai necessaria 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 formale e fattuale, del settore che tuteli realmente non solo grandi enti e grandi aziende ma anche e soprattutto lavoratrici e lavoratori;  progettazione e realizzazione di tutte le misure, economiche e non, relative ai 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗼𝗰𝗼𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, necessarie a garantire una vera e totale ripartenza del settore;  concretizzazione di provvedimenti finalizzati al finanziamento e al 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗲 𝗲 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗲 𝗿𝗲𝗮𝗹𝘁𝗮̀ 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮, che ad un anno dal blocco del pubblico spettacolo rischiano di chiudere e di non poter più compiere il loro fondamentale ruolo legato alla cultura di prossimità su tutto il territorio del nostro Paese.

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