RITA GIANNINI
Dal 7 maggio (fino al 10) è tornata Supernova, quarta edizione della rassegna di arti performative disseminata per la città di Rimini, con la direzione artistica di Motus. Nel terzo giorno di programmazione (sabato 9) si conferma lo sguardo sulla scena nazionale e internazionale attraverso originali e interessanti voci che riflettono i movimenti artistici e performativi legati alla contemporaneità e impegnati in percorsi non consueti e anche rischiosi di ricerca. Tra questi il prezioso contributo del palestinese Mohammed Hadia che lavorando con gli studenti del Corso di laurea in Fashion studies ha allestito nella ex chiesa della Crocina una poetica installazione dal titolo “Dobbiamo cantare per la sconfitta del mare dentro di noi”, un mare il suo che lui non ha mai potuto vedere. Ieri ha anche tenuto il workshop “Color land”, viaggio creativo che ha unito partiche artigianali tradizionali e riflessioni ecologiche. Oggi, alle 18, alla cappella Petrangolini, un’altra forma artigianale per eccellenza, praticata sia dall’essere umano che dagli animali, per l’esattezza la tessitura, è presente in “Cruna” (20’), live performance dell’artista multidisciplinare Muna Mussie e del musicista e sound designer Massimo Carozzi che, usando i rimandi all’arte tessile e al ricamo come strumenti artistici, evocano memorie per navigare tra il visibile, l’invisibile e il tattile a partire da una ricerca sull’oblio. Dopo i pugni allo stomaco e le vibrazioni sconvolgenti per l’anima arrivati dai brani narrati da Federica Rosellini che nel suo intenso e applaudissimo lavoro “Ivan e i cani” ha raccontato il dramma degli orfani di strada in Russia e il rapporto di un bambino coi cani, oggi alle 21,30, al teatro Galli, un altro lavoro mette al centro la relazione tra essere umano e mondo animale. Protagonista Cedric Mizero, artista multidisciplinare e narratore ruandese che, per la prima volta in Italia, presenta “Umunyana” (75’), installazione performativa in cui cinema e presenza live si incontrano per un canto sulla perdita di un mondo rurale che sta svanendo e celebra i legami tra umani e animali. Il pomeriggio si apre alle 17 alla Galleria Primo Piano con la lecture (50’) di Royal Divorce su cosa ne sarà della memoria dell’era digitale. Alle 19, in Sala Ressi, il coreografo e performer Vincent Giampino presenta “Shau e Stellen” (50’), dittico parte del progetto “Umlaut” che si muove sulla ricerca attorno al corpo e al gesto come materia politica, estetica e simbolica.
www.motusonline.com