Un viaggio in Italia. E all’improvviso l’idea di rispondere ad un invito sospeso che attendeva solo l’occasione giusta per essere raccolto. L’invito a conoscere quella città oniricamente dipinta in Amarcord, quella stessa città che oggi ambisce a coltivare la poetica e la visione di chi, quell’Amarcord, l’ha diretto e regalato al patrimonio della cinematografia mondiale.
Nasce da questa scintilla l’incontro tra Rimini e Wes Anderson, uno tra i registi più originali e influenti del cinema contemporaneo, a cui la città ha scelto di assegnare il Premio Fellini 2026.
Dopo Alfonso Cuarón, insignito del riconoscimento lo scorso dicembre, questa seconda edizione del rinato Premio va dunque ad un’altra grande voce del panorama internazionale, autore di un universo visivo inconfondibile, da cui sono nate opere iconiche come I Tenenbaum, Moonrise Kingdom, Grand Budapest Hotel e Asteroid City. Un universo espressivo unico che lo rende immediatamente riconoscibile, così come avviene per Fellini, tanto da entrare entrambi nel dizionario: andersoniano, felliniano. Basta un frammento, un’inquadratura, un dettaglio cromatico, un abito per coglierne il “DNA”.
Un legame artistico, quello tra Anderson e Fellini, che sarà al centro della cerimonia di premiazione in programma martedì 21 aprile alle ore 16 al Teatro Galli, con il cineasta statunitense protagonista di una conversazione con Gian Luca Farinelli, direttore della Fondazione Cineteca di Bologna, ente partner del Comune di Rimini nell’organizzazione del Premio.
“Già da tempo avevamo invitato Wes Anderson a Rimini, per fargli conoscere il progetto museale ispirato a Federico Fellini – spiega il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad – Un invito che il regista ha deciso di raccogliere in concomitanza di questo suo ultimo viaggio in Italia. Abbiamo ritenuto fosse l’occasione giusta, al momento giusto, per consegnarli il riconoscimento che naturalmente si sposa con Anderson, per quel legame artistico e poetico che lui stesso ha più volte esplicitato con l’opera di Federico Fellini. Non a caso il suo nome era stato inserito nella rosa ristretta di artisti internazionali allorché, oltre un anno fa, si ragionava su sostanza e forma di questa nuova stagione del premio Fellini. Dopo Alfonso Cuarón dunque accogliamo a Rimini un’altra tra le voci più originali e significative del cinema mondiale, proseguendo quel percorso che abbiamo riavviato e che vede il rinato premio Fellini non come un ‘semplice’ riconoscimento agli eredi del Maestro – e per questo slegato dalla canonicità di una data fissa - ma come un motore di conoscenza, creatività, incontro anche in chiave internazionale”.
“Per la capacità di inventare e dare vita a mondi originali, Wes Anderson è un artista molto vicino a Federico Fellini – aggiunge il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli, coordinatore del Premio - difficile immaginare un candidato migliore per questa seconda edizione del rinnovato Premio Fellini”.
“Ci riempie di orgoglio pensare come nell’arco di soli quattro mesi Rimini possa essere punto di approdo di due colonne del cinema mondiale contemporaneo come Cuarón e Anderson – sottolinea l’assessore alla cultura Michele Lari – Un risultato forse impensabile fino a poco tempo fa e che nasce da un’idea: quella di mettere al centro l’opera di Fellini e il Museo diffuso che da essa trae ispirazione al centro di una traiettoria di crescita culturale e creativo della città. Ringraziamo la Fondazione Cineteca di Bologna e il suo direttore Farinelli per questa collaborazione che ci consente di proseguire e rilanciarci in questo percorso”.