Rimini, a ”Percuotere la mente” la tragedia del Libano

La nuova edizione di “Percuotere la mente” inaugura il programma, scegliendo uno spettacolo focalizzato sulla tragedia umana più dilagante: la guerra. Giovedì 9 luglio, al teatro Galli, arriva infatti “When I Saw the Sea” del coreografo e danzatore libanese Ali Chahrour, in collaborazione con Santarcangelo Festival. La performance, già consolidata in diversi teatri italiani, prende le mosse da una ferita recente, quella dei bombardamenti su Beirut del settembre 2024. E lo fa coinvolgendo la danza, il teatro e la musica. Le diverse dimensioni suggeriscono quanto il centro della scena sia non tanto la guerra in sé, ma le vite che ha reso ancora più invisibili. Le protagoniste etiopi e libanesi Zena Moussa, Tenei Ahmad e Rania Jamal, raccontano la propria esperienza e quella di centinaia di lavoratrici domestiche migranti intrappolate nel sistema della kafala, che lega il permesso di soggiorno al datore di lavoro, spesso il nuovo schiavista del secolo. Quando le bombe costringono le famiglie a fuggire, anche queste donne vengono abbandonate, sospese in uno spazio senza diritti. Il loro canto, parola e movimento sono accompagnati dalle musiche di Lynn Adib e Abed Kobeissy, eseguite dal vivo, che costituiscono l’ossatura sonora per restituire la voce a chi troppo spesso resta ai margini.

Nato a Beirut, Ali Chahrour è tra le figure più originali della scena performativa internazionale. Da oltre un decennio la sua ricerca, nelle tradizioni rituali e poetiche del Medio Oriente, intende liberare il gesto dai codici della danza occidentale per farne uno specchio del contesto politico, sociale e religioso da cui nasce. Alla trilogia dedicata alla morte è seguita quella sull’amore; oggi il suo lavoro si prepara ad affrontare una nuova tappa, forse la più universale: la paura. “When I Saw the Sea” sembra già indicare questa direzione. Perché la paura, nelle sue opere, non immobilizza, ma spinge a cercare una forma di resistenza. Ed è forse questo il modo più fedele per aprire una rassegna che, da sempre, preferisce mettere in movimento le coscienze prima ancora delle emozioni.

Prevendite: www.santarcangelofestival.com

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