Riccione: torna il teatro allo Spazio Tondelli. Annunciati gli spettacoli di prosa

Spettacoli
  • 30 luglio 2026

A Riccione, da novembre, il teatro tornerà nello Spazio Tondelli. Completamente rinnovato, il teatro posto all’incrocio tra viale Ceccarini e viale Don Minzoni accoglie la nuova stagione a partire da martedì 3 novembre con “Flusso”, funambolico e poetico monologo a due voci interpretato da due protagonisti assoluti della scena italiana: Lino Guanciale, impegnato anche in veste di regista, e Gianmarco Saurino.

Il cartellone di prosa rappresenta il primo capitolo di un percorso più ampio che sarà presentato nel mese di settembre insieme al calendario completo delle attività. Attorno alla stagione teatrale prenderà forma un programma articolato di festival, incontri, progetti dedicati alle nuove generazioni e iniziative di respiro internazionale, con l’obiettivo di restituire alla città non soltanto un teatro rinnovato, ma un nuovo luogo di produzione, ricerca e partecipazione culturale.

L’attenzione per i talenti emergenti della scrittura teatrale è un tratto distintivo di tutta la stagione 26/27. Il cartellone propone per esempio Niccolò Fettarappa e Nicola Borghesi, autori del caustico ed esilarante “Uno spettacolo italiano” (3 dicembre).

Lo stesso Borghesi, insieme alla compagnia Kepler-452, è a Riccione anche con “Gli altri. Indagine sui nuovissimi mostri” (21 gennaio), reportage teatrale sul fenomeno degli hater.

Torna in città anche Pier Lorenzo Pisano, che insieme al Gruppo della Creta – e alla riccionese Daniela Giovanetti tra le protagoniste in scena – presenta “Nelle puntate precedenti”, una serie a episodi dal vivo che porta la narrazione seriale televisiva dentro il linguaggio del teatro (7, 14 e 21 aprile).

Ai talenti emergenti il cartellone affianca autori di grandissima fama come Ascanio Celestini e Stefano Massini. Il primo è allo Spazio Tondelli con il monologo “Poveri cristi” (14 gennaio), esempio di teatro di narrazione ispirato alle storie incredibili di persone a cui non fa caso nessuno. Massini chiude invece il cartellone con “E l’Ape disse alla Vespa: Sì, Ciao” (24 maggio), epica metalmeccanica sulla Piaggio e l’Italia sognatrice del dopoguerra. Un intreccio di storie collettive e familiari, passioni politiche e amori privati, che conferma le doti narrative di un autore lanciato poco più di venti anni fa dal Premio Riccione e arrivato a vincere cinque Tony Awards, gli Oscar del teatro americano.

Sono all’insegna del teatro d’autore anche gli omaggi a Mattia Torre e Massimo Sgorbani. Il talento di Torre, scrittore di culto scomparso troppo presto nel 2022, torna in scena grazie a Fausto Paravidino, che dirige Silvia D’Amico, Edoardo Pesce, Carlo De Ruggiero e Cristina Pellegrino in “Figli”, irresistibile tragicommedia sulle sfide della genitorialità nell’Italia contemporanea (21 e 22 novembre).

Di Sgorbani viene invece proposto uno dei testi più dirompenti, “Beata oscenità”, dedicato all’incredibile vita di Giò Stajano, uno dei primi uomini italiani a diventare donna, nipote del gerarca fascista Achille Starace, protagonista delle notti romane e infine suora laica in un convento piemontese (2 marzo, regia di Serena Sinigaglia, in scena Gianluca Ferrato).

Scrittura appassionante e indimenticabili storie di sport si fondono negli spettacoli “Number 23. Vita e splendori” di Michael Jordan di Federico Buffa (26 febbraio, al pianoforte Alessandro Nidi) e “Barrilete cósmico. Maradona pedagogista” di Christian Raimo (19 marzo, regia di Alessandro Di Murro). Diversi per stile e biografia, il re degli storyteller sportivi e lo scrittore militante si soffermano su due miti intergenerazionali: il fenomeno del basket ossessionato dalla perfezione, e il genio del calcio che con un colpo di mano e un gol da cineteca ha reso immortale una partita dei Mondiali.

Il programma di prosa si completa con due commedie francesi di enorme popolarità. Il 3 febbraio va in scena “Cari genitori”, pièce che dopo 900 repliche approda in Italia con un cast capitanato da Amanda Sandrelli e Giulio Scarpati: una riflessione ironica sul legame tra amori familiari e denaro, scritta da Emmanuel e Armelle Patron, e diretta nella versione italiana da Antonio Zavatteri.

Lo stesso Zavatteri, con Enzo Paci e il celebre comico Luca Bizzarri, il 6 maggio interpreta “Le nostre donne”, commedia brillante in cui si sono cimentati mostri sacri della scena francese come Jean Reno, Daniel Auteuil e Richard Berry. Scritta dal premio Molière Éric Assous, esplora il mondo maschile e le sue fragilità raccontando la serata storta di tre compagni di poker, con dialoghi taglienti e continui colpi di scena (regia di Alberto Giusta).

Insieme a questi spettacoli e al programma di teatro per le nuove generazioni, il cartellone propone due serate con divulgatori amatissimi dal grande pubblico e uno degli spettacoli di danza più interessanti degli ultimi anni. Il noto geologo Mario Tozzi, accompagnato dal cantautore Lorenzo Baglioni e dalla voce narrante di Carlo Lucarelli, racconta l’attuale crisi ambientale come un’indagine di cronaca nera (“Chi ha ucciso il pianeta?”, 11 dicembre, spettacolo speciale fuori abbonamento, realizzato in collaborazione con Geat in occasione del trentesimo anniversario della società).

Lo scrittore e filosofo Umberto Galimberti si sofferma sulla scomparsa dei punti di riferimento nel nostro mondo dominato dalla tecnica e propone un’etica nuova, in cui gli esseri umani come viandanti percorrono la Terra senza possederla (“Lo spaesamento e l’etica del viandante”, 26 gennaio).

Infine la danzatrice Claudia Marsicano, Premio Ubu 2017, si lancia in un affondo ironico e poetico sul corpo femminile e sul culto dell’immagine, interpretando magistralmente le coreografie che Silvia Gribaudi ha creato per lei ispirandosi alle figure di Fernando Botero e ai corsi di aerobica di Jane Fonda (“R.osa. 10 esercizi di nuovi virtuosismi”, 11 marzo, data in collaborazione con “E’ bal. Palcoscenici per la danza contemporanea”).

La direzione artistica di Simone Bruscia, direttore di Riccione Teatro – ente promotore della stagione e realtà che ha fatto nascere e oggi gestisce lo Spazio Tondelli – interpreta la riapertura del teatro come un’occasione per immaginare una nuova idea di spazio culturale. Uno spazio aperto all’incontro tra arti, linguaggi e comunità, un luogo vivo, contemporaneo e profondamente europeo, nel quale il teatro incontra la musica, la danza, il cinema, il pensiero e la nuova drammaturgia, trasformando la scena in un’esperienza condivisa e in un’occasione permanente di relazione con la città, con il territorio e con il pubblico.

È una visione che trova ispirazione nel pensiero di Pier Vittorio Tondelli, al quale lo spazio è dedicato. Non è un caso che il claim scelto per accompagnarne la riapertura sia “Senza temere l’utopia”, tratto da un breve e visionario scritto che il giovane Tondelli dedicò al mondo del teatro nei primi anni Settanta. In quelle pagine lo scrittore rifiuta l’idea di un teatro chiuso nelle proprie convenzioni e immagina invece uno spazio capace di attraversare la vita quotidiana, di accogliere le trasformazioni della società e di contaminarsi continuamente con i linguaggi del proprio tempo. Un teatro che non si limita a rappresentare il presente, ma lo interpreta, lo mette in discussione e diventa luogo di incontro, partecipazione e sperimentazione.

Lo Studio Luca Sarti è autore della nuova identità visiva del teatro. Un luogo che non vuole essere soltanto la sede della stagione teatrale della città di Riccione, ma un’officina permanente della scena contemporanea.

Accanto agli spettacoli della stagione troveranno spazio la ventottesima edizione del Riccione Ttv Festival, il cartellone di Riccione Teatro per le nuove generazioni, rivolto alle scuole e alle famiglie, e ancora laboratori, incontri, presentazioni e nuovi percorsi internazionali. Tra questi, anche “Nuova scena italiana dal mondo”, progetto promosso da Riccione Teatro con il sostegno del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dedicato ai nuovi talenti della drammaturgia e al dialogo tra la scena italiana e le esperienze artistiche internazionali.

L’abbonamento alla stagione comprende 15 spettacoli al costo di 200 euro. Per gli under 30 è previsto un abbonamento a prezzo ridotto, anch’esso valido per l’intera stagione, al costo di 120 euro.

Dal 14 settembre gli abbonamenti saranno acquistabili alla biglietteria di Villa Lodi Fè, sede di Riccione Teatro, oppure su Vivaticket.it e nei punti vendita del circuito Vivaticket.

I biglietti dei singoli spettacoli saranno in vendita, sempre a Villa Lodi Fè e su Vivaticket, dal 28 settembre.

Per informazioni e orari: tel. 320 016 8171, biglietteria@riccioneteatro.it.

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