“Timeless” è il titolo del quarto album postumo di Prince, con dieci registrazioni inedite estratte dal suo dall’archivio, che attraversano tutta la carriera, dalle prime session funky del 1977 fino al 2016, anno della scomparsa. Una raccolta disorganica, contenente esecuzioni brillanti e pezzi minori, che però ci offre l’occasione di parlare, seppur brevemente, della musica del “folletto di Minneapolis”. Nelle sue canzoni, quelle più riuscite, il processo “alchemico” di integrazione di certi stilemi legati al rock, al funk, al soul, all’elettronica, alla new wave, alla psichedelia, al jazz, assumeva dei contorni che avevano quasi dell’incredibile. Un corpo musicale segnato da un’impressionante varietà interna e in grado di esaltare la spavalderia visionaria del musicista americano in relazione alle possibilità dell’arrangiamento e ai criteri con cui organizzare armonie, ritmi, colori. Nei suoi lavori migliori, Prince ha dato vita ad una sorta di “matrioska pop”, che chiedeva all’ascoltatore di concentrarsi su ogni dettaglio: un ostinato, un timbro, un groove. Un’architettura sonora dalla quale emergeva tutta l’intraprendenza musicale del Nostro, in cui a risaltare erano, soltanto per citare alcuni elementi, certe astuzie pop, la straordinaria inventiva ritmica, le innovazioni nel trattamento delle voci, il virtuosismo strumentale e una logica vocale atta a mettere in luce tutte le potenzialità espressive del cantante statunitense.
Prince è stato un artista che ha cercato di muovere ogni suo passo verso l’ossessiva ricerca di soluzioni funzionali alla costruzione del significato più profondo di una canzone: un senso capace di trascendere la distinzione tra musica e testi, accompagnamento e interpretazione. Allo scopo “di creare bellezza e dare piacere, di far ballare ma anche di far riflettere”, unendo narcisismo, trasgressione sessuale, ambiguità, amore, spiritualità e politica.
“Prince - ha scritto Carlo Moretti - ha sempre avuto la straordinaria capacità di scompaginare tutte le certezze acquisite in campo musicale: dentro la musica nera anche per questioni genetiche, dentro quella bianca per attitudine naturale al rock, a maltrattare le chitarre, a tirare fuori strazianti assolo, a loro modo unici, pur incrociando tutti i più grandi esempi del passato”.
Prince, esce l’album postumo “Timeless”: l’alchimia musicale del genio di Minneapolis in 10 inediti