MILANO. Ieri sera nel teatro del carcere di Milano-Opera, Riccardo Muti ha diretto l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini utilizzando gli “strumenti del mare”, realizzati con il legno dei barconi dei migranti nei laboratori di liuteria attivi all’interno dell’istituto penitenziario. Il concerto rappresenta una tappa coerente con il cammino intrapreso nel 2024, quando gli stessi strumenti avevano risuonato a Lampedusa e a Ravenna come simbolo di memoria e speranza. Nel carcere di Opera il programma si è aperto con il Concerto in la maggiore per archi e cembalo di Vivaldi, per poi attraversare Verdi con la Sinfonia del Nabucco, l’Ave Maria da Otello interpretata dal soprano Rosa Feola e il “Va’ pensiero”, eseguito con la partecipazione del coro de “La Nave di San Vittore”, formato da persone detenute e volontari, affiancati per l’occasione da artisti lirici degli “Ex Scaligeri di buona volontà”. Durante l’esecuzione, detenuti di Opera, San Vittore e Bollate hanno letto pensieri personali e poesie, intrecciando parole e musica in un unico racconto.
Muti e la Cherubini, musica, memoria e speranza al carcere di Milano-Opera GALLERY