Ligabue, concerto allo Stadium di Rimini. “Non cambierei questa vita con nessun’altra”

È partito con due date all’aperto all’Arena di Verona il tour che riporta nei palasport italiani Luciano Ligabue fino a fine 2023: lunedì 30 ottobre sarà allo Stadium di Rimini. Con una band di grandi musicisti, che lui chiama “Il gruppo”, con il suo storico chitarrista e alter ego Fede Poggipollini, Niccolò Bossini e Max Cottafavi (chitarre), Luciano Luisi (tastiere), Ivano Zanotti (batteria) e Davide Pezzin (basso).

I fan del rocker emiliano dovrebbero poter assistere a più date, perché la scaletta del concerto sarà diversa ogni volta; Ligabue ha così risolto il problema di far coesistere in un paio d’ore di concerto il suo sterminato repertorio, che comprende i brani di 14 album di inediti, più una decina di live e raccolte. «Quello che vorrei veramente – dice Ligabue – è pensare che chi viene ai concerti abbia il piacere di riscoprire il gusto della sorpresa. C’era un tempo meraviglioso in cui, dopo una settimana dall’uscita del disco, le persone sapevano già tutte le canzoni a memoria: quei tempi non ci sono più, e i testi sul grande schermo sono un po’ un aiutino per il pubblico. Mi piace che queste canzoni possano circolare, ma so che hanno bisogno di essere aiutate».

La scelta di scaletta certamente non è stata facile: «In questo momento, ad esempio – prosegue l’artista – la cosa che mi turba è che quest’anno sono dieci anni da “Mondovisione”, un album molto importante per me perché nel 2013, quando è uscito, è stato l’album più venduto di quell’anno. È qualcosa che mi piacerebbe recuperare, ma ho dovuto fare i conti con i musicisti, i tecnici luce e video, tenendo conto del tempo che serve loro per preparare e suonare i brani senza perdere la loro professionalità».

L’impianto dello spettacolo è poderoso e difficoltoso al contempo: «Nel momento in cui decido di fare questa cosa fuori dalla norma, come avere tre chitarristi, quattro quando imbraccio anch’io la chitarra, è chiaro che faccio una scelta spudorata e totalmente contro i tempi. Gli arrangiamenti delle chitarre occupano tanto spazio, anche perché mi piace riproporre le canzoni nella maniera più fedele possibile, così che la gente si ricolleghi alle emozioni che ha vissuto».

Il tour è basato sul nuovo album Dedicato a noi, pubblicato a fine settembre e schizzato immediatamente in vetta alle classifiche italiane, anticipato dal singolo “Riderai”, seguito da “Una canzone senza tempo”. “Dedicato a noi” è un’operazione a largo raggio, dal sapore un po’ vintage, perché il disco, oltre che nel formato digitale, consueto per questi tempi, viene pubblicato in una decina di altre versioni: cd, cd deluxe, vinile, box numerato e tirature limitate di doppi vinili blu, gialli, rossi e verdi, con la bonus track “Non cambierei questa vita con nessun’altra”. Un’operazione che delizierà i collezionisti.

Per la prima volta dietro la batteria siede in tutti i brani Lenny Ligabue, primogenito del Liga. Durante una carriera più che trentennale, cominciata nelle radio locali emiliane, Ligabue ha inciso 25 album, pubblicato cinque libri e diretto tre film. Come cantautore, il successo arriva alla prima opera solista: “Ligabue”, album del 1990 che conteneva hit come “Bar Mario”, Balliamo sul mondo”, “Bambolina e barracuda”, “Piccola stella senza cielo”, “Marlon Brando è sempre lui”, “Non è tempo per noi” e “Sogni di rock’n’roll”. Quell’album, ancora oggi una pietra miliare della musica italiana, apre una serie di grandi successi, che è complicato ricordare interamente, ma è impossibile non citare “Certe notti” e “Gli ostacoli del cuore”, scritta per Elisa e con lei interpretata. Superfluo dire che la bacheca di premi del rocker di Correggio esplode di onorificenze, come musicista, come autore, ma anche come scrittore e regista, altri due ambiti in cui si è dimostrato molto capace.

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