Si è svolta ieri sera (domenica 14 giugno) al complesso di S. Vitale l’azione scenica itinerante “L’ombra di Teodorico” a cura della compagnia teatrale Archiviozeta.
La scintilla di partenza di questa pièce site-specific è nata da un vuoto: dall’ombra impressa nella teca rotta dopo il furto della cosiddetta “Corazza di Teodorico”, manufatto in oro e granati rinvenuto fortuitamente nel 1854 durante i lavori di allargamento del Canale Corsini. Dell’evento criminale, avvenuto nel 1924, restano all’Archivio di Stato i documenti delle indagini, e al Museo Nazionale le tracce materiali superstiti. L’azione itinerante tra Archivio e Museo si è svolta come un attraversamento, una ricerca, mentre gli attori/personaggi si facevano interpreti e testimoni dei fatti storici come delle suggestioni leggendarie.
Il pubblico si è mosso tra le sale e i corridoi dell’Archivio, nei chiostri e negli spazi del Museo, attraversando soglie reali e immaginate, ascoltando memorie, deposizioni, parole poetiche, silenzi, lasciando allo spettatore il compito di riannodare i fili, rintracciare l’ombra. I lunghi minuti di
applausi alla fine della rappresentazione hanno testimoniato il successo di questa innovativa forma di narrazione, e forse anche l’affezione per una delle figure storiche più note e indagate dai
ravennati. Alla première ha potuto partecipare solo un numero ristretto di spettatori, ma l’intento degli organizzatori è calendarizzare per la stagione autunnale una serie di repliche aperte a tutti.
L’originale lavoro teatrale e drammaturgico ha avuto come momento iniziale il percorso di formazione sull’accessibilità dei luoghi della cultura nell’ambito di Personeper, iniziativa finanziata dall’Unione europea – NextGenerationEU nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, attuata dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura e curata dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali. Il percorso è stato condotto da archiviozeta e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Scuola nazionale del Patrimonio, coinvolgendo il personale dell’Archivio di Stato di Ravenna e dei Musei Nazionali di Ravenna, della Fondazione RavennAntica, dell’Istituzione Biblioteca Classense, del MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, dei Musei Byron e del Risorgimento, della Fondazione Casa Oriani. Attraverso un laboratorio di ricerca e pratica, studio, ascolto e attraversamento dei luoghi, archivisti, operatori, educatori, artisti e partecipanti hanno interrogato documenti, carte, immagini, spazi museali aperti al pubblico e non, assenze e mancanze. La dimensione formativa non è stata solo un preludio, ma parte integrante dell’azione: un esercizio collettivo di sguardo e di responsabilità verso la memoria, da cui ha preso forma la drammaturgia stessa.
Produzione Archiviozeta - Compagnia teatrale fondata nel 1999 da Gianluca Guidotti e Enrica
Sangiovanni, autori e produttori indipendenti di lavoro culturale. Drammaturgia e regia: Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni. Con Mattia Bartoletti Stella, Gianluca Guidotti, Giuseppe Losacco, Enrica Sangiovanni e l’accompagnamento musicale di Giulia Carriero (sax), elementi scenici e maschera: Emanuela Dall’Aglio. Assistente: Deda Artusi
L’evento è in collaborazione con Musei Nazionali di Ravenna, Archivio di Stato di Ravenna e Fondazione Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.