"Interiezioni", Pierpaolo Capovilla a Montescudo con la follia e il suo doppio

La rassegna Oltremisura022 ospita sabato 14 maggio alle 21 sul palcoscenico del Teatro Rosaspina di Montescudo Interiezioni, una lettura scenica, tratta dal testo Succubi e supplizi di Antonin Artaud e interpretata da Pierpaolo Capovilla, una delle voci più illustri della scena rock indipendente italiana, alla cui storia ha contribuito con progetti come gli One Dimensional Man e Il teatro degli orrori, formazione quest'ultima che lo ha reso celebre, prima dello scioglimento del 2020.

Succubi e supplizi pubblicato nel 1978 a quasi trent'anni dalla sua composizione, "è il risultato di una stesura stratificata, tra pagine autografe, dettatura, lettere e precisazioni, una sorta di stenografia in cui psiche e corpo si insidiano e si sopraffanno. Sono questi i testi fondatori della scrittura vocale di Artaud: la parola agisce sui sensi del lettore e compone la scena di quel Teatro della crudeltà che il poeta ha sempre sognato di mettere in scena".

Sul palco prendono corpola follia e il suo doppio. La stigmatizzazione sociale, l'esercizio del potere statuale sul corpo vivo dell'individuo. La follia, intesa come disperato rifiuto del soggetto a conformarsi alle circostanze storiche, sociali e culturali in cui sopravvive. I testi della rappresentazione sono stati scritti da Antonin Artaud nel 1946 fra un elettroshock e l'altro, nel manicomio di Rodez. Coniugando il verso doloroso e collerico, commovente e straziante di Antonin Artaud con l'irriverente e dissacrante interpretazione di Capovilla, Interiezioni ambisce a riscoprire l'autore sotto una luce nuova, contemporanea e sperimentale, arbitraria nella forma ma intimamente coerente con il contenuto poetico, che viene liberato dalla prigionia della pagina scritta, per librarsi nell'evocazione enunciativa, nel qui e ora, in una ricontestualizzazione che ambisce ad essere narrazione critica dell'oggi. Pierpaolo Capovilla, già protagonista di numerosi altri progetti meta-teatrali, fra i quali "Eresia", da Majakovskij, e "La Religione del mio Tempo", di Pier Paolo Pasolini, questa volta volge lo sguardo verso i temi della follia e dell'ideologia psichiatrica, della rivolta e dell'emancipazione dall'insondabile solitudine del singolo di fronte alla forza prevaricatrice e omicidiaria della società moderna, promettendo al pubblico che vorrà assistervi emozioni, batticuori, lacrime e turbamento. Un evento nel segno della grande poesia del novecento, rivisitata nello spirito della contemporaneità.

In sala mostre opere del pittore Pierantonio Costantini.

Ingresso € 12,00. Prenotazioni 347 5838040; 347 5267727; 339 6512980. La biglietteria apre alle 17.30

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