Cinquantasei concerti e un’anteprima speciale in 4 province e oltre 600 artisti coinvolti, tra grandi interpreti, giovani talenti, orchestre sinfoniche e formazioni cameristiche. Torna dal 1° luglio al 12 settembre l’Emilia-Romagna Festival, la rassegna musicale, sostenuta anche dalla Regione Emilia-Romagna tra i progetti di spettacolo dal vivo, che da 26 anni porta nei nostri territori le eccellenze musicali, dalla classica a quella contemporanea. Qui il programma completo dell’edizione 2026.
Ad anticipare l’inizio di Emilia-Romagna Festival sarà, il 29 giugno (ore 21), un concerto nel Giardino Storico del Palazzo Vescovile di Imola, che inaugura la mini rassegna Giovani talenti – Serate di musica nel verde, dedicata alle nuove generazioni di interpreti. Ad esibirsi l’arpista e compositrice reggiana Agatha Bocedi, classe 2000, che vanta premi nei principali concorsi internazionali dedicati allo strumento.
Sarà un luogo speciale della nostra regione a ospitare l’apertura di quest’edizione. Il 1^ luglio l’Abbazia di Pomposa, che nel 2026 celebra i mille anni dalla consacrazione, ospita i Carmina Burana di Carl Orff, eseguiti nella versione originale per due pianoforti, percussioni e voci dalle pianiste Natasha Sidorenko e Alexandra Pavlova insieme ai percussionisti dell’Orchestra Lorenzo da Ponte e al coro della Venice Monteverdi Academy diretti da Ernest Hoetzl.
Tanti gli artisti del cartellone 2026. Tra questi, il soprano polacco Angelika Rzewuska insieme all’organista Mateusz Rzewuski e al flautista Giorgio Matteoli; i Cameristi della Scala con Massimo Mercelli flauto solista; il violinista Riccardo Zamuner con il Quintetto de I Virtuosi della Cappella di San Severo che rendono omaggio alle Quattro Stagioni di Vivaldi in occasione dell’inaugurazione della mostra di Wolfango dedicata proprio al tema delle stagioni. E poi ancora, i giovani professionisti della Toscanini Academy; la compagine cinese della Wuxi Symphony Orchestra diretta da Daye Lin con il tenore Xue Haoyin e il virtuoso della suona Zhang Qianyuan, con una prima esecuzione italiana; e il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique, tra le formazioni cameristiche di ottoni più apprezzate della scena europea.
Il cartellone del Festival esplora i più diversi generi musicali. Accanto alla musica classica, anche quest’anno ampio spazio al jazz e ai linguaggi di confine. Come il progetto “Under 29 But Me” di Rita Marcotulli con i nuovi talenti della scena italiana e gli omaggi ai grandi maestri. E poi la canzone d’autore e la world music che vedranno salire sul palco Simona Molinari, Raphael Gualazzi, Sergio Cammariere, fino ai grandi ritorni di Elio e Noa, artisti storicamente legati al Festival. Ci saranno anche la musica per il cinema e le suggestioni della musica tradizionale irlandese e celtica con più appuntamenti.
Spazio anche ai giovani interpreti, come da tradizione del Festival. In questo contesto si inserisce il Premio alla Carriera ERF 2026 assegnato a Ettore Pagano, violoncellista romano classe 2003, vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior solista dell’anno e dell’ICMA Classeek Award, protagonista a ERF insieme alla Münchner Kammerphilharmonie Dacapo.
Il 12 settembre, invece, sarà il Teatro Stignani di Imola ad ospitare la chiusura con Bach Dance Concert – Indoor, una nuova produzione pensata da Emilia-Romagna Festival che coniuga la musica di Johann Sebastian Bach, interpretata da Ramin Bahrami, e la ricerca coreografica della Compagnia Zappalà Danza.