Debutta alla Triennale di Milano il nuovo lavoro di Romeo Castellucci

Spettacoli
  • 25 febbraio 2026

Ideata appositamente per gli spazi della Triennale di Milano, la nuova performance firmata dal cesenate Romeo Castellucci, con la collaborazione drammaturgica di Piersandra Di Matteo, esplora il dispositivo abissale della maschera come soglia di accesso e trasformazione.

Regista, creatore di scene, luci e costumi, Romeo Castellucci – cofondatore della compagnia cesenate Socìetas (già Socìetas Raffaello Sanzio) – è conosciuto in tutto il mondo per aver dato vita a un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale dell’opera. Il suo linguaggio propone una drammaturgia che ribalta il primato della letteratura, facendo del teatro una complessa forma d’arte. Le sue messe in scena sono regolarmente invitate e prodotti dai più prestigiosi teatri internazionali, festival e teatri dell’opera, in oltre sessanta paesi che coprono tutti i continenti.

“Credere alle maschere” andrà in scena in prima assoluta al festival Fog performing arts della Triennale, al Palazzo dell’Arte in viale Alemagna 6 di Milano, da venerdì 27 febbraio a domenica 1° marzo con più repliche al giorno anche in orari pomeridiani e mattutini. Dopo il debutto, il lavoro riprenderà la propria tournée in giugno toccando importanti festival internazionali a Vienna, Barcellona, Bolzano, Torino, Potenza, tra gli altri.

A ogni spettatore viene consegnata una maschera con le sembianze di un volto unico, diverso da tutti gli altri: indossarlo è la condizione per entrare nello spazio performativo e prenderne parte. Uno spazio scenico sgombro si offre come un campo di vertigine dello sguardo, dove l’assenza di identità riconoscibili sospende ogni appiglio e apre a una dimensione collettiva e anonima. Fulcro visivo e simbolico dell’azione scenica, al culmine di una sequenza che fa parlare gli oggetti, sarà una sedia ispirata ai primi modelli di sedia elettrica statunitense, già impressa nell’immaginario seriale di Andy Warhol. Di fronte a essa si configura una comunità temporanea e anonima, insieme osservante e osservata per un lavoro in cui guardare significa accettare la responsabilità dell’immagine: sostenerne il peso e farsene carico, anche solo per un istante.

La performance vede l’assistenza artistica di Sergio Scarlatella. Direzione Tecnica di Eugenio Resta. Manufatti artistici: Filippo Zimmermann & Plastikart Studio. Produzione: Societas coproduzione: Triennale Milano Teatro, Wiener Festwochen (Vienna), Grec festival (Barcelona), Transart. Festival for contemporary cultures (Bolzano).

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