Capossela, Capovilla e Dylan Thomas in arrivo al teatro Galli di Rimini a dicembre

Spettacoli
  • 16 settembre 2026

Dopo la messa in onda su Rai Radio3 del radiodramma “Sotto il bosco di latte” (attualmente disponibile su Raiplaysound), Vinicio Capossela sviluppa ulteriormente il lavoro nato attorno al poema per voci “Under Milk Wood” del poeta gallese Dylan Thomas e porta in scena per la prima volta uno spettacolo di teatro musicale, “E Morte non avrà dominio”, in una tournée teatrale che debutta il 3 e 4 ottobre a Roma per Romaeuropa Festival e prosegue fino al 21 dicembre.

Un’occasione irripetibile per assistere all’incontro in scena tra Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla e per ascoltare in anteprima, dal vivo, quindici nuove canzoni di Capossela che troveranno posto successivamente nel suo prossimo lavoro discografico, in uscita a gennaio 2027.

Si tratta della prima incursione di Capossela in un genere – la ballad opera – in cui canzone, parola, voci e presenze sceniche costruiscono insieme la drammaturgia: i brani che costituiscono l’ossatura stessa dello spettacolo non vengono semplicemente eseguiti, ma rappresentati, prendono vita dentro la scena insieme ai loro personaggi, dialogano tra loro e si intrecciano alle parole, alle voci e alle presenze che la abitano. È da questo intreccio che prende forma la struttura drammaturgica di “E Morte non avrà dominio”, in una partitura teatrale in cui le canzoni diventano materia stessa della rappresentazione.

Dedicata alla memoria dell’amico e dj radiofonico scomparso prematuramente Renato Striglia, che per anni aveva lavorato a una versione italiana di “Under Milk Wood” senza portarla a termine, “E Morte non avrà dominio” è un’opera per voci che celebra la vita, l’innocenza, la pluralità, l’infanzia del mondo attraverso le voci e le presenze dello strambo villaggio di Llareggub, il villaggio in riva al mare inventato da Thomas.

“La ballad opera che qui presentiamo, così come già il radiodramma, le canzoni, tutto nasce da una morte. Da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte per generare” racconta Capossela. “È una storia di amicizia, un’amicizia maschile, genere un po’ fuori moda, recentemente portato con poetica efficacia sullo schermo da Francesco Sossai in “Le città di pianura”. Abbiamo invitato Pierpaolo Capovilla a prendere posto in quella vasca proprio per celebrare il valore di questo tipo di amicizia e con essa una serie di cose in disuso: il rock’n’roll, l’epica del fallimento, l’amore per i cattivi maestri, l’ammutinamento, il sabotaggio, la ribellione, la fragorosa solitudine, la felinità, l’anarchismo. Attorno a quella vasca si affollano i fantasmi di una vita in forma di canzoni”.

Al centro della scena Pierpaolo Capovilla, invitato da Capossela a condividere un racconto che parla di amicizia, di comunità e di quell’”epica del fallimento” che attraversa la vita di molti dei personaggi evocati nello spettacolo. Solo con un gatto, adagiato in una vasca come in un’arca di Noè, Capovilla viene visitato dalle presenze della comunità del vissuto, incarnazione allo stesso tempo di Renato, di Dylan Thomas e di Capitan Gatto, il marinaio cieco protagonista centrale della storia creata dalla penna del poeta gallese.

I caratteri, le voci, le ossessioni dei personaggi che compongono lo strambo villaggio di Llareggub affollano la sua solitudine: Capovilla attraversa lo spettacolo come guida, naufrago e custode di memorie, costruendo con Capossela un dialogo continuo tra racconto e canzone e trasformando il teatro in uno spazio abitato da presenze, richiami lontani e visioni che affiorano dall’oscurità.

Accanto ai due protagonisti, musicisti, cantanti d’opera, interpreti e voci registrate danno vita a una comunità in continua metamorfosi. Le loro presenze si rincorrono come segnali radio.

“Questo è un lavoro sull’innocenza, sull’Eden perduto, sulla comunità. Thomas aveva immaginato di chiamare il lavoro “the town that was mad...”, un villaggio dichiarato collettivamente pazzo perché ognuno è semplicemente come è. La società dell’ordine, della legge, del potere li recinta per non diffondere il contagio di questa forma di insanità. In quella stanza attorno alla vasca, vive questa umanità. Fuori è il mondo che conosciamo”.

Lo spettacolo, una produzione Imarts, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa, avrà un tempo preciso, lungo solo una stagione teatrale.

Debutterà al Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma per poi proseguire il 9 e 10 ottobre 2026 al Teatro Due di Parma, il 14 ottobre al Teatro delle Muse di Ancona, il 21 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli, il 24 ottobre al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, il 1° e 2 novembre al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, il 4 e 5 novembre al Politeama Genovese di Genova, l’8 e il 9 novembre al Teatro Massimo di Cagliari, l’11 novembre al Teatro Comunale di Sassari (nuova data), il 18 novembre al Teatro Sociale di Como, il 22 e 23 novembre al Teatro Colosseo di Torino, il 2 dicembre al Teatro Duse di Bologna, il 5 dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 6 dicembre al Teatro Galli di Rimini, il 19 dicembre al Teatro Goldoni di Livorno e il 21 dicembre al Teatro Verdi di Firenze.

6 dicembre 2026 RIMINI Teatro Galli

Info e prevendite: www.internationalmusic.it www.ticketone.it

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