A Ravenna torna il festival "Polis" di ErosAntEros

RAVENNA. Non è certo un caso se Davide Sacco e Agata Tomsic – ossia la compagnia ErosAntEros – hanno chiamato “Polis” il proprio teatro-festival. Perché è esattamente sul concetto di partecipazione e di indissolubile legame tra teatro e società che il duo ravennate ha da sempre incentrato la propria poetica drammaturgica, tramite una ricerca artistica che manipola fonti e linguaggi espressivi disparati con l’obbiettivo di agganciare il teatro alla vita.


Seconda edizione
Dopo il confortante successo della prima edizione, Polis torna dal 16 al 26 maggio, proponendo una serie di spettacoli, performance e incontri con protagonisti del calibro di Ascanio Celestini, Valter Malosti, G.U.P. Alcaro, Silvia Pasello, Ares Tavolazzi, gli stessi ErosAntEros e ospiti come Marco De Marinis e Guido Viale. Un festival dunque che è prima di tutto condivisione, attraverso incontri di approfondimento e momenti partecipativi e che intende favorire il confronto fra generi e generazioni, fra il teatro d’arte popolare e quello di ricerca, all’insegna della contaminazione non soltanto dei linguaggi, ma anche dei pubblici, per superare inutili distinzioni e riavvicinare quest’arte viva alla collettività.


La brigantessa
«L’immagine che ci accompagna in questa edizione – spiegano i curatori Sacco e Tomsic – è una donna combattente, una brigantessa, che ha scelto il brigantaggio come forma estrema di protesta, come noi scegliamo il teatro come forma di resistenza culturale. Come lei, crediamo che sia ora di armarci fino ai denti, ma di cultura».
“Polis” si apre giovedì 16 maggio (ore 21) al teatro Alighieri con lo spettacolo “Laika” dell’autore-attore Ascanio Celestini, poi ci si sposterà al teatro Rasi, dove giovedì 23 maggio (ore 21), in collaborazione con Ravenna Teatro, ErosAntEros saranno in scena con il loro ultimo spettacolo “Vogliamo tutto!”, un intenso lavoro sul Sessantotto e le sue analogie e rotture con i movimenti di oggi.
Il 24 maggio (ore 21) sarà la volta di Valter Malosti e del musicista Gup Alcaro, insieme nello spettacolo “Lo stupro di Lucrezia”, tratto dal poemetto di Shakespeare. Sabato 25 maggio (ore 21) la pluripremiata Silvia Pasello e il musicista Ares Tavolazzi – storico bassista degli Area – saranno quindi protagonisti di “Amor morto. Concerto mistico”, spettacolo dedicato a Carmelo Bene.


Politica della performance
Domenica 26 maggio il festival si conclude con una giornata di approfondimento e confronto con il pubblico alla Sala Muratori della Biblioteca Classense (dalle ore 16). Si inizia con l’incontro “Per una politica della performance”, a cura di Marco De Marinis dell’Università di Bologna; a seguire “Non è che un inizio, la lotta continua”, con Guido Viale, leader del ’68 di Torino e militante di Lotta continua, in dialogo con ErosAntEros. Alle 18 la fotografa Marzia Bondoli Nielsen presenta invece il libro d’artista “Spectator”, contenente i ritratti degli spettatori fotografati durante la precedente edizione di Polis. A seguire “Lo sguardo in opera”, restituzione del laboratorio di scrittura critica e creativa a cura di Silvia Mei.
In chiusura, “Parteci-polis”, momento di confronto e dialogo con gli spettatori a partire dai commenti e dalle riflessioni raccolte nei giorni precedenti. Da segnalare che le serate di spettacolo al Rasi saranno accompagnate da un nuovo atto performativo-partecipativo di Marzia Bondoli Nielsen, “Meeting your eyes”, in cui la fotografa ravennate invita gli spettatori a prendere il tempo di incontrarsi e conoscersi attraverso lo sguardo.


Biglietti sospesi
Tra le novità, infine, di questa edizione di Polis, il progetto “Biglietti sospesi” (come il caffè a Napoli), per permettere a tutti una serata a teatro: fino al 6 maggio scorso la cittadinanza ha potuto partecipare al progetto acquistando uno o più biglietti sospesi per lo spettacolo “Laika” di Ascanio.
Info: erosanteros.org

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