Spari vicini alle case per postare i filmati sui social network

Sparavano per gioco con una pistola giocattolo per poi postare sui social le loro imprese.

I protagonisti della vicenda, due ventenni, sono stati identificati e denunciati a piede libero per il reato di “accensioni ed esplosioni pericolose”: la pistola è stata sequestrata.

La segnalazione

Quella che per i due giovani era una semplice “bravata” ha invece messo in allarme un intero quartiere: a detta dei testimoni non era neanche la prima volta che i cittadini sentivano scorrazzare un’auto di notte e poi seguivano dei colpi.

L’altra sera, verso le 20, la segnalazione alla polizia. «Qui a San Vito c’è qualcuno che spara nella zona di un casolare abbandonato».

«Seguite quella macchina»

L’uomo, che abita da quelle parte, è coraggiosamente sceso in strada assieme alla compagna per cercare di capire quello che stava succedendo.

La coppia è riuscita a notare e a descrivere al telefono agli agenti il colore e il tipo di macchina che si stava allontanando in tutta fretta davanti ai loro occhi.

Caccia agli «uomini armati»

Una segnalazione con i fiocchi: le pattuglie delle Volanti hanno cominciato a battere la zona in lungo e in largo alla ricerca degli «uomini armati».

La tensione si è stemperata poco dopo quando l’auto sospetta è stata intercettata a due passi da un bar nella zona di via Tolemaide e si è scoperta finalmente l’identità dei misteriosi occupanti.

Arma venduta on-line

I poliziotti hanno intimato l’alt e il conducente si è fermato senza tante storie.

A quel punto i ragazzi sono scesi dalla macchina con la mani alzate e poi hanno consegnato una pistola tipo scacciacani, con tanto di tappo rosso. Uno dei due ventenni ha spiegato l’arma era la sua, ordinata on-line su un portale sammarinese.

Spaventati dalle possibili conseguenze hanno ammesso di avere giocato al poligono di tiro dalle parti del casolare abbandonato a San Vito, spiegando però che il loro unico fine era poi postare il video delle finte sparatorie sui social.

I poliziotti, infine, hanno accompagnato i ragazzi sul luogo dei colpi, e hanno recuperato alcuni dei “bossoli” esplosi poco prima e nei giorni precedenti.

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