Viene sorpreso dai carabinieri a spacciare eroina, ma non se la prende più di tanto. Anzi. Tanto che, una volta davanti al giudice chiamato a convalidare l’arresto, ha una sola richiesta da fare. «Voglio andare in carcere». Peccato per lui, però, che la legge italiana nel suo caso non lo consenta, sebbene l’accusato – un trentaquattrenne tunisino – sia già noto alla giustizia, senza fissa dimora e già destinatario in passato di un precedente ordine di allontanamento dalla provincia di Rimini. Il giudice, in attesa del processo fissato per il prossimo 16 settembre, lo ha quindi scarcerato con il solo divieto di dimora nella zona. Divieto che il nordafricano si guarderà bene dal rispettare, secondo quanto ha lasciato intendere in aula quando ha appreso con disappunto che sarebbe tornato in libertà. Non è detto però che la sola violazione lo riporterà dentro: dovrà commettere un reato più grave per sperare di finire nelle patrie galere e assicurarsi di conseguenza, oltre a un tetto e pasti regolari, magari anche una dose di metadone.

L’uomo, per la cronaca, era stato sorpreso a vendere eroina dai carabinieri della stazione di Rimini porto nella zona del parco don Luigi Sturzo di San Giuliano a mare in Rimini. Sottoposto a perquisizione personale era stato trovato in possesso di cinque dosi di “eroina”, per circa due grammi e mezzo oltre che di soldi, probabile provento di spaccio. Quindi l’arresto. Poco male, deve avere pensato il tunisino. Ma la speranza di finire in carcere è andata delusa anche questa volta.

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