Sostenere l’ambiente mentre si pagano le tasse con il 5 per mille

Una firma per fornire un aiuto concreto alla causa green e mettere in campo azioni a favore del pianeta. Donare il 5 per Mille a una associazione che si occupa della difesa dell’ambiente o dei diritti degli animali è oggi non solo possibile ma sempre più frequente. Una scelta che avviene direttamente in fase di compilazione della dichiarazione dei redditi e non implica alcuna spesa aggiuntiva o maggiorazione dei versamenti.

Sono circa 14 milioni i contribuenti che hanno scelto di destinare il 5 per mille a un’organizzazione no profit, pari a circa un terzo del totale dei contribuenti. Un dato incoraggiante che mostra però anche gli ampi spazi di crescita del 5 per Mille, strumento che non ha ancora coinvolto due terzi dei contribuenti anche per mancanza di una adeguata comunicazione.

Sono molte le organizzazioni che operano per la difesa della Terra che compaiono nell’elenco di quelle eleggibili per il 5 per Mille. Complessivamente, gli italiani che hanno messo la firma per il 5 per mille nel 2020, sono stati quasi 16,5 milioni, pochi meno dell’anno precedente. Di questi, come detto, 14 milioni hanno espresso scelte precise, indicando quindi il codice fiscale dell’ente che intendevano beneficiare, mentre quasi 2,5 milioni si sono limitati a indicazioni generiche, comunicando esclusivamente l’ambito. Tra le indicazioni possibili è stata soprattutto la ricerca sanitaria – che ha registrato 1.440.984 scelte specifiche e 1.165.017 generiche – ad attirare l’attenzione. Nel 2020 sono stati 136 gli enti ammessi al beneficio operanti nei beni culturali e paesaggistici oltre a 24 enti gestori delle aree protette. A loro sono andati quasi 2 milioni e in particolare a quelli che operano nell’ambito delle aree protette e dei parchi sono stati versati 517mila euro. Entrambi gli ambiti nel 2020 hanno registrato numeri in crescita rispetto al 2019.

Ci sono realtà importanti come WWF, Legambiente, Greenpeace, la Lega Antivivisezione, l’Ente Nazionale Protezione Animali oppure la Lipu o l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali tra quelle selezionabili tramite il loro codice fiscale. Ce ne sono però anche altre più piccole e meno conosciute che cercano di farsi conoscere e di essere scelte dai contribuenti. Alcuni esempi? Seasheperd, organizzazione che vuole salvare il Mar Mediterraneo e il suo ecosistema, combattere la pesca illegale e vuole ripulire le acque dalla plastica. Oppure Ambiente e/è Vita Onlus che raccoglie contributi interamente destinati alla conservazione della natura, alla protezione degli animali e in particolare di quelli di affezione, l’educazione ambientale, la riscoperta e il recupero della “memoria antropologica“. O ancora The Climate Route, organizzazione che nasce dall’idea di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi climatica e in particolare focalizzare l’attenzione su quanto accade nella regione artica. Per questo promuove un viaggio on the road dalla Marmolada allo stretto di Bering attraverso un percorso che verrà documentato in ogni singola tappa. L’obiettivo? Dimostrare che il cambiamento climatico è in corso ed è un fenomeno che colpisce tutti senza distinguo o esclusioni.

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