Šostakovic in versione jazz per la Corelli a Russi

È consuetudine, da tanti anni, che la stagione del teatro Comunale si apra con un appuntamento dedicato alla musica. E sarà così anche questa sera, con il concerto che darà il via a un cartellone decisamente ricco, sia per il numero che per la qualità degli spettacoli proposti, che spazia dalla musica al teatro di parola e alla danza muovendosi sui repertori più diversi.

Dunque, di nuovo ad aprire è la musica: sul palcoscenico salirà l’Orchestra Corelli diretta da Jacopo Rivani, chiamata a eseguire due delle più accattivanti opere di Dmitrij Šostakovic, ovvero, come recita il titolo della serata, le sue Jazz suites.

In realtà, va sottolineato che si tratta di una prima assoluta «perché – spiega il direttore d’orchestra, nonché fondatore della compagine orchestrale ravennate nata nel 2009 – le pagine del compositore russo saranno eseguite nella trascrizione e riorchestrazione cameristica appositamente realizzata da Damiano Drei per questa nostra produzione che debutta proprio qui, a Russi, con un organico di 14 elementi, che riassume timbricamente un’orchestra da varietà: archi, legni, ottoni, sax e percussioni».

A dire il vero, il concerto riserva un doppio debutto.

«Sì – prosegue Rivani – la serata si apre infatti con la prima esecuzione di una composizione del giovane Gabriel De Pace, un allievo della classe del maestro Montalbetti, all’Istituto musicale Verdi di Ravenna, con cui La Corelli ha stabilito una collaborazione mirata proprio alla scoperta di nuovi compositori, incaricati di volta in volta ad aprire con nuove partiture ogni nostra produzione».

Ma tornando a Šostakovic, in programma ci sono la Jazz suite n. 1 composta nel 1934 e la Suite for Variety Orchestra (per molti anni erroneamente identificata come la seconda Jazz suite) assemblata dall’autore circa vent’anni dopo, nel 1956, sfruttando materiali originariamente composti in altri contesti, tra cui musica per balletto e colonne sonore per il cinema – una sorta di pastiche che ha continuato a essere riutilizzato, per esempio da Stanley Kubrick che ha attinto proprio da questa Suite il valzer che apre e chiude il suo “Eyes wide shut”.

Entrambe strutturate in una successione di danze, richiamano nel titolo un genere, il jazz, che non siamo soliti ricondurre all’ambiente sovietico. «Infatti – precisa Rivani – non si tratta di jazz come noi lo intendiamo, piuttosto di una “risposta” russa a quello americano: Šostakovic, che nonostante le frizioni con il potere non lasciò mai il suo Paese, entrò nella commissione che aveva il compito di evitare le contaminazioni con la musica d’importazione e garantire il buon livello di un jazz autoctono. E per queste Suites non si dovrebbe parlare di “jazz” ma piuttosto di musica di impronta popolare russa, “leggera”, capace senza dubbio di conquistare il pubblico al primo ascolto».

La sezione musicale del cartellone russiano proseguirà poi con il recital per mezzosoprano e arpa, ovvero Daniela Pini e Davide Burani (19 ottobre) e con il Concerto per viola da gamba e clavicembalo affidato a Rosita Ippolito e Valeria Montanari (10 novembre).

Tutti i concerti iniziano alle 20.45.

Info: 0544 587641
www.comune.russi.ra.it

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui