Sonzogno pubblica il primo stradario tutto al femminile

Ci vediamo in piazza Gae Aulenti, ti aspetto in via Irma Bandiera, beviamo un caffè in via Elisabetta Sirani. E ancora: via Aurora Vuillerminaz, giardino Ipazia d’Alessandria, via Gina Palmucci, via Artemisia Gentileschi, via Anna Magnani, ponte Alda Merini, via Margherita Hack, via Mariele Ventre.

Cosa hanno in comune i nomi di questi luoghi sparsi sul territorio italiano?

Gli stradari cittadini sono caratterizzati da un evidente primato maschile che vede, su cento vie e piazze intitolate a figure di uomini celebri, solo un risicato sette per cento dedicato invece alle donne. E si tratta quasi sempre di sante, martiri e madonne, che rendono questa statistica ancora più impietosa.

A voler analizzare bene la toponomastica femminile però, ci si accorge di quante scrittrici, poetesse, filosofe, scienziate, patriote, sportive, intellettuali, educatrici, imprenditrici e in generale di quante figure femminili laiche abbiano trovato recentemente spazio tra le targhe che definiscono i nostri spazi pubblici.

Ed è questo l’argomento di Via libera. 50 donne che si sono fatte strada, lavoro uscito lo scorso febbraio per Sonzogno e scritto a sei mani da tre donne, interessate anche se in modalità differente alla questione femminile.

Valentina Ricci, autrice e voce di Radio Deejay, Viola Afrifa, che affianca Fabio Volo nel programma “Il volo del mattino”, e Romana Rimondi, graphic designer, appassionata di storia e mappe stradali e ideatrice del progetto editoriale edito dalla casa editrice veneta, hanno dato vita al primo stradario d’Italia tutto al femminile, un testo teso a riscoprire le storie e i volti che si celano dietro numerosi luoghi che molti conoscono ma non fino in fondo e che le tre scrittrici hanno raccontato e geolocalizzato.

Ecco allora un excursus che accompagna il lettore alla scoperta di cinquanta figure femminili che appartengono all’antichità o a tempi più recenti e che hanno ricoperto un ruolo importante nelle vicende del nostro Paese e mondo intero.

E ovviamente ci sono anche diverse grandi figure femminili originarie dell’Emilia-Romagna: Genoveffa Cocconi Cervi – alla quale è dedicata una via a Reggio Emilia – madre dei celebri fratelli Cervi, patrioti e martiri che si opposero e morirono il 28 dicembre del 1943 per difendere la patria dalle mani insanguinate del Fascismo; Giulietta Masina – che dà il nome a una via riminese – premiatissima attrice, moglie e musa dell’intramontabile Federico Fellini; Mariele Ventre, indimenticata direttrice del Coro dell’Antoniano e musicista educatrice cui è intitolata l’omonimo largo a Bologna; Bettisia Gozzadini, giurista che dà il nome a una rotonda a Bologna e prima donna al mondo titolare di un insegnamento universitario, e altre.

Via libera. 50 donne che si sono fatte strada diventa così una guida turistica on the road, impreziosita da un layout giocato sulla bicromia del giallo e del nero, in cui l’elemento iconografico delle mappe si sposa sapientemente con l’inserimento di immagini, fotografie e disegni dal sapore retrò e dal gusto per i rimandi alle più celebri correnti grafiche.

L’originale progetto editoriale firmato Sonzogno racconta il valore delle donne, la loro eccezionalità, le loro esistenze, attraverso un vero e proprio tour che – da nord a sud – percorre tutta la Penisola e racconta in ogni capitolo una storia diversa, la storia di grandi donne che seppero superare ostacoli e pregiudizi per regalarci un grande esempio di coraggio, determinazione e indipendenza, un esempio valido ancor oggi. Soprattutto oggi.

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