Sono i dancing i nuovi santuari del divertimento notturno del lido

La giornata di mare è lunga e piena di piacevolezze. Non c’è serata che non consenta al vacanziere di chiuderla tra le sorprendenti divagazioni del teatro, della musica o del ballo. «Gli ospiti – scrive l’8 giugno 1929 su Il Popolo di Romagna Valfredo Montanari, funzionario del comune e direttore del Comitato di cura e soggiorno di Riccione – non vogliono unicamente godere la cura e il soggiorno, ma desiderano anche buoni trattenimenti». E di trattenimenti Riccione è così generosa da essere un richiamo per tutta la riviera romagnola. Soffermiamoci sul ballo e addentriamoci nell’estate del 1929.

Ad attirare gli amanti di Tersicore sono soprattutto i dancing, ovvero i nuovi santuari degli «strisciamenti ritmici e sincopati» sorti nei parchi di alcuni pubblici ritrovi. Tra queste piste «al chiaror delle stelle», che concedono ai villeggianti lo sfogo liberatorio delle danze più astruse, la più «fresca e profumata» è senza dubbio quella dell’albergo Savioli. L’esordio di questo nuovo «paradiso fiorito» avviene in luglio e merita di essere rievocato. «Il parco – scrivono i giornali nel raccontare il gran galà inaugurale – presentava un aspetto signorile con grande sfarzo di luci» e la sala, che« aveva richiamato una moltitudine di turisti italiani e stranieri anche dai centri balneari vicini, era arricchita da stupendi adornamenti floreali». Un debutto alla grande, che si protrasse – riferiscono le cronache – fino alle prime ore del mattino. Alle signore furono offerti doni e cotillon, mentre «alle coppie danzanti» giochi e regali. Tra i balli padroneggiava il fox-trot, ma era sempre il tango che affascinava e seduceva. Molte le richieste anche per il black-bottom e il charleston (cfr. Il Popolo di Romagna, 13 luglio 1929).

Il successo di questo primo incantevole ricevimento si ripete nei “notturni” del Savioli dell’intera stagione. Tra i party maggiormente riusciti – stando alle chiacchiere d’ombrellone – “Moulin rouge” e “Fantasie giapponesi”. In agosto il “Gran ballo di gala” a favore della Casa del Fascio registra la presenza di numerose personalità del mondo politico e tra queste il console Ettore Muti. Molto riuscito anche il ballo “Cotillon”, che ai primi di settembre richiama al Savioli il fior fiore dei villeggianti della riviera (Cfr. Il Popolo di Romagna, 20 e 27 luglio 1929; 17 agosto 1929; 8 settembre 1929).

Un altro dancing che riscuote il consenso del pubblico estivo è il giardino dell’Hotel Vienna. La festa dei primi di luglio, denominata “Sera d’incanto” con gare di valzer – viennesi, naturalmente –, conquista il “pienone” delle grandi occasioni. Il parco del Vienna, riportano i giornali, «era stato trasformato in modo originale dalle luminarie e dagli addobbi, creati sullo stile cinese». Tanti e «considerevoli» i premi ai concorrenti e alle «gentili dame» (Il Popolo di Romagna, 13 luglio 1929).

Quando non si balla nei parchi, si balla nelle terrazze. Quella dell’Hotel Lido è la più gettonata. Il 17 agosto, in questa «panoramica a mare» si svolge la serata più sfarzosa dell’estate con la partecipazione del giovane tenore Castellani di Milano. «La festa – annota il reporter de Il Popolo di Romagna – si distinse per un carattere di bella e lieta signorilità; le dame gentili che onorano la nostra spiaggia vi intervennero in numerosa coorte. Anche i cavalieri irreprensibili erano in numero notevole. Durante il trattenimento furono offerti doni alle signore e alle signorine. La festa proseguì animatissima fino alla mattina successiva». Le romanze cantate da Castellani riscossero applausi fragorosi.

Il ballo è al primo posto tra le seduzioni della vacanza. Ma gli spassosi “notturni” della Perla verde dell’Adriatico, da qualche anno nel mirino dei pettegolezzi della calura, non si esauriscono sulle piste illuminate dei dancing o delle terrazze a mare, tra orchestrine di prim’ordine, gare di ballo ed elezioni di reginette. Nel cartellone della bella stagione troviamo di tutto e di più: concerti, commedie, opere liriche, spettacoli di varietà.

Tra gli spettacoli musicali che meritano di essere ricordati spicca il «riuscitissimo concerto vocale e istrumentale» della fine di agosto nel parco dell’Hotel Vienna: un evento che richiama tanti appassionati del bel canto. Quella sera il famoso soprano Maria Allegretti e il baritono Renato Moreselli, accompagnati dal quartetto del maestro Callini, dettero prova della loro bravura con brani tratti da Carmen, Andrea Chenier, Rigoletto, Cavalleria rusticana e Nabucco (cfr. Il Popolo di Romagna, 31 agosto 1929).

Un altro concerto molto applaudito ha luogo il 12 settembre al Teatro Dante con la presenza «del celebre pianista Nino Rossi» e del «valente violoncellista Benedetto Mazzacurati». «Le esecuzioni dei due artisti – testimonia la stampa – furono ripetutamente acclamate dal pubblico distinto ed elegante che affollava il teatro». Pubblico composto in massima parte da «autorità locali, amministrative, politiche e degli istituti di beneficenza». Non a caso la serata era a favore del comitato comunale dell’Opera nazionale maternità e infanzia (cfr. Il Popolo di Romagna, 14 e 21 settembre 1929).

Sempre al Teatro Dante, rammentiamo le esilaranti serate d’agosto con la compagnia comica diretta da Elsa Merlini. Ogni recita un successo con tante ovazioni alla brava attrice e alla sua équipe. Applauditissime Quel signore delle cinque e Il paradiso sotto chiave (cfr. Il Popolo di Romagna, 31 agosto 1929).

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