RAVENNA. Lui ultraottantenne. Loro due, molto più giovani e disposte, secondo l’accusa, a promettere attenzioni molto particolari pur di ottenere ricariche telefoniche, paghette e addirittura trasferimenti internazionali di denaro. Il “nonnino” elargiva, e a cavallo del settembre 2016 avrebbe sborsato oltre 3.310 euro nella speranza che le avances ricevute si trasformassero in qualcosa di concreto. Finché ad accorgersi di quei contatti non è stato un conoscente dell’anziano, che ha avvisato i familiari dell’uomo. È bastato un controllo nei conti correnti per scoprire un raggiro che sarebbe potuto durare chissà per quanto. E che ieri ha portato davanti al giudice monocratico Andrea Chibelli una 49enne di origini romene residente nel Ravennate, accusata di circonvenzione d’incapace. Stralciata invece la posizione della connazionale 33enne, attualmente irreperibile.

Conosciuta sull’autobus
La vittima, assistita dall’avvocato Silvia Brandolini, aveva conosciuto una delle due donne sull’autobus per il mare che in quel periodo l’uomo era solito prendere per andare a trovare la moglie ricoverata per un problema di salute. Erano bastati alcuni complimenti per aprire alle sconosciute la porta di casa e dare il via a una serie di incontri che si concludevano sempre allo stesso modo, e cioè con pagamenti in varie formule, tra le quali anche money transfer su conti esteri. Quando anche i familiari hanno avuto prova delle anomale uscite che attingevano dai risparmi dell’ottantenne, hanno fatto denuncia. Con l’identificazione delle due donne si è giunti al processo nei confronti della 49enne, assistita dall’avvocato Francesco Papiani. Parallelamente, in seguito ai fatti, anche il giudice tutelare di Ravenna ha riconosciuto la necessità di assistere l’anziano, assecondando la richiesta di un amministratore di sostegno.

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