Laura Pausini da stasera a Sanremo tra amarcord e odiatori social

Solarolo
  • 24 febbraio 2026

SANREMO. C’è una romagnola sul palco dell’Ariston. E non una qualunque. Laura Pausini, nata a Solarolo, in provincia di Ravenna, torna a Sanremo da protagonista assoluta: co-conduttrice della 76ª edizione del festival, al fianco di Carlo Conti, sarà lei la presenza femminile di questa kermesse che si apre questa sera.

Alla conferenza stampa di presentazione, la cantante si è presentata emozionata ma determinata, con la stessa grinta che 32 anni fa, giovanissima, la portò a vincere tra le Nuove Proposte con La solitudine. «La prima volta che sono venuta avevo 18 anni, ero ingenua e innocente», ha ricordato, ammettendo con ironia che ogni volta che vede la scritta del festival le viene in mente “il Lexotan”, prontamente ribattezzato “il Carlotan” dal conduttore, tra le risate della sala.

Stavolta, però, è diversa. «Questo invito è venuto anche in un momento in cui mi sento più serena e più tranquilla», ha detto rivolgendosi a Conti. «Non mi sono sentita mai così. Non ho paura e sono emozionata». Una serenità conquistata, quella di Laura, figlia della sua storia personale e di una carriera costruita palmo a palmo in tutto il mondo, restando sempre fieramente italiana.

Il ricordo di Pippo Baudo

La conferenza è stata segnata dall’omaggio a Pippo Baudo, scomparso di recente. Ed è stato proprio il grande presentatore siciliano a convincere la Pausini ad accettare. «Quando ci siamo visti a marzo scorso con Carlo Conti e mi ha chiesto della co-conduzione, ho chiamato subito Pippo Baudo e gli ho detto che ero indecisa e impaurita», ha raccontato. «E lui mi disse: “‘Ma stai ancora aspettando Laura? Sei pronta e te lo dico da un po’”. Queste parole mi hanno molto emozionata. Io sento Carlo che è qui con me e che mi tiene la mano e sento forte la presenza di Pippo Baudo».

Le lacrime sono arrivate quando il ricordo si è fatto più concreto, fisico, legato a un preciso punto del palcoscenico. «Ieri (domenica, ndr), quando abbiamo fatto le prove, sono andata nel punto esatto dove Pippo mi ha preso la mano nel 1993 con La solitudine ed è stato molto bello perché non mi dimenticherò mai». Poi, la dichiarazione d’amore per quel premio che, nonostante Grammy, Latin Grammy e una carriera internazionale da oltre 70 milioni di dischi venduti, rimane il più prezioso: «Non ci sono altri premi, anche se a livello internazionale possono essere più importanti, per me non ce n’è nessuno come questo al festival nel 1993».

Gli odiatori da social

La Pausini ha anche risposto a chi le chiedeva degli haters che periodicamente la prendono di mira sui social. La sua risposta è stata quella di chi ha imparato a misurare le cose con la giusta prospettiva. «Su 4mila commenti ce ne sono 400 negativi, sono pochi ma fanno più rumore degli altri che invece sono positivi», ha detto con lucidità. «Poi vedo anche che la gente che mi ferma per la strada è un tipo di persona che magari non passa il suo tempo a commentare sui social, però mi viene davanti agli occhi ogni volta che canto in concerto. Non so, io mi sento amata in questo Paese, non mi sento differente».

Anno speciale, festival speciale

La scelta del momento non è casuale. «Sono pronta perché mi sento di doverlo fare: è l’ultimo festival di Carlo, è il primo senza Pippo ed è il mio primo nell’anno in cui dedico un disco intero dedicato alla musica italiana, tra cui canzoni di Sanremo, che è nato prima di questo invito a co-condurre». Tre ragioni che si sommano e che rendono questa edizione qualcosa di irripetibile, almeno per lei.

Con un pensiero anche alle canzoni in gara: «Voglio verificare cosa succede alla fine di questo festival, non su di me ma sulle canzoni. Io spero tantissimo che ci sia una donna che possa viaggiare con la musica italiana nel mondo. Ci sono tanti stili diversi dal latino al country e alle ballad».

Dal palco dell’Ariston nel 1993, con la voce tremante e il cuore in gola, a quello stesso palco oggi, da padrona di casa. La storia di Laura Pausini è, in fondo, anche un po’ la storia di Sanremo. E di quella Romagna che non smette mai di tifare per lei.

Ancora Romagna

C’è Romagna fino ai piedi: durante il festival Laura Pausini indossa calzature Casadei, la prestigiosa azienda nata nel 1958 a San Mauro Pascoli.

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