Solare, idrogeno e crociere, dal Pnrr 200 milioni per Ravenna

Duecento milioni di possibili fondi attratti grazie al Pnrr: la partita del Recovery plan può diventare straordinariamente importante per Ravenna. Oltre al finanziamento della “fase due” del progetto Hub e quella del “cold ironing”, cioè dell’alimentazione a motori spenti delle navi da crociera, l’Autorità di sistema portuale inserisce altri due piatti forti fra gli aspetti finanziabili con il Piano nazionale di rinascita e resilienza. Un campo fotovoltaico da 20MW con produzione di idrogeno verde, oltre al ripascimento a verde di alcune aree portuali. Lunedì, come presidente di Assoporti, Daniele Rossi, vertice della Adsp ravennate, ringraziava il ministro Enrico Giovannini prendendo atto che «le infrastrutture portuali sono state inserite nella programmazione, soprattutto per il miglioramento della loro sostenibilità ambientale».

Presidente Rossi, vista l’impostazione strategica del Pnrr, crede che Ravenna possa essere agevolata?

«Sì, perché nei 200 milioni di progetti che abbiamo candidato c’è molta economia circolare e tanta energia green. La “fase due” dell’Hub Portuale, per esempio, ha come elemento distintivo l’installazione di un impianto in grado di trattare fino a 500mila metri cubi di sedimenti all’anno, con l’impiego per 30 persone. Sarà sicuramente strategico per raggiungere il pescaggio del Candiano di -14,5 metri, ma ci consentirà di “lavare” fanghi senza doverli depositare in cassa di colmata. Un processo veloce e “green” che ci darà modo di riutilizzare i materiali non solo per l’edilizia, ma anche per tombare le cave. Potremo ridonare terreni all’agricoltura».

Nel presentare il bando di gara in project financing sulla nuova stazione crociere di Porto Corsini, cui parteciperà Royal Caribbean, avete annunciato che volete elettrificare la banchina che verrà costruita con il “cold ironing”, e avreste candidato il progetto nel Pnrr. Ritenete sarà recepito?

«Sì, così come per la “fase due” dell’hub, siamo fiduciosi che possa essere finanziato. L’idea che le grandi navi possano essere alimentate elettricamente e rimanere operative mentre sono attraccate senza dover mantenere attivi i motori, è un elemento di attenzione ambientale molto forte. Costa 30 milioni e riteniamo vi si possa affiancare un altro elemento strategico che i nostri uffici hanno inserito nel nostro dossier».

A cosa si riferisce?

«Ad un campo fotovoltaico, in un’area che stiamo selezionando fra quelle a nostra disposizione, da 20 MW che, attraverso degli elettrolizzatori, vedrebbe 4MW di potenza destinati a produrre 800nm3/h (numero di metri cubi all’ora, ndr) di idrogeno verde. Che potrà essere immesso in rete, o stoccato e rivenduto. Un investimento da 20 milioni di euro».

Ma tutto questo come si lega alla “cold ironing” di Porto Corsini?

«La chiusura del cerchio ideale sarebbe utilizzare l’idrogeno verde prodotto nel nostro impianto per alimentare il sistema di elettrificazione green della stazione crocieristica».

Importanti risorse sono stanziate anche per la sostenibilità e il recupero ambientale delle aree portuali. Avete in serbo qualcosa anche su questo fronte?

«Sì, assieme al Comune di Ravenna stiamo studiando soluzioni per il ripascimento a verde di alcune porzioni di territorio, nelle pertinenze del nostro scalo. Nel frattempo lavoriamo anche per rendere la sede dell’Ente portuale più green»

Da che punto di vista?

«Attraverso il progetto Susport avevamo già acquistato due automobili elettriche. Cofinanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera “Interreg Italia-Croazia”, che ha proprio l’obiettivo di incrementare l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale all’interno dei porti, ora ci darà la possibilità di montare pensiline fotovoltaiche a copertura del parcheggio della nostra sede. Avremo così modo di essere autosufficienti nella dotazione energetica dei due mezzi».

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