SAVIGNANO. Fabio Pasquariello ha 24 anni, è nato e cresciuto a Savignano, da 4 anni vive a New York dove lavora nel settore metalmeccanico e studia al college.
Agli Stati Uniti Pasquariello era già legato dalla sua storia familiare: «La famiglia di mia mamma a fine anni ’60 si trasferì a New York con tutta la famiglia, ho più parenti negli Stati Uniti che in Italia – aggiunge ridendo- ma sono parenti che quasi non conoscevo, perchè mia madre quando conobbe mio padre scelse di tornare a vivere in Italia».

La scelta

«Non avevo mai pensato di andare a vivere là – racconta –, è stata mia mamma a presentarmi questa possibilità spiegandomi che avrei potuto fare domanda per ottenere la green card (il permesso di soggiorno illimitato, ndr)». Terminati («a fatica») gli studi all’Iti Marie Curie, Pasquariello aveva subito cominciato a lavorare: «Lavoravo già da un paio di anni, al lavoro mi davano fiducia e mi avevano proposto il contratto a tempo indeterminato, stavo bene, ma di fronte a quella proposta ho deciso di buttarmi, temevo un po’ la contrarietà di mio padre, invece è stato il primo a incoraggiarmi».

I primi lavori

I primi mesi della nuova vita newyorkese li ha trascorsi a casa della sorella della nonna: «è stata un appoggio importante, mi ha davvero accolto e la rispetto molto», ma la voglia di indipendenza l’ha subito spinto a trovare un’altra sistemazione e adesso, dopo mesi di stanze condivise, vive in un appartamento con la sua ragazza. «I primi lavori sono stati nell’ambito della ristorazione, prima come pizzaiolo e poi in un ristorante, ma non era la mia passione. Dopo aver mandato qualche curriculum ho trovato lavoro in una azienda del Queens del settore aerospaziale, mi occupavo dell’assemblaggio dei supporti delle ruote di atterraggio, un buon lavoro, ma non sono uno che si accontenta facilmente».

Il college

«Ho lasciato famiglia e amici per andare dall’altra parte dell’oceano e mi sono detto che non potevo accontentarmi». È sulla spinta di questa convinzione che ha deciso di cercare un college che potesse piacergli: «Non avrei mai pensato di fare l’università in Italia, ma qui l’offerta è molto ampia e dopo qualche ricerca ho capito che mi interessava studiare management, mi è sempre piaciuto organizzare e pianificare, ma volevo rimanere nell’ambito in cui stavo lavorando. Ho trovato un corso in airport management al Vaughn College e mi sono iscritto come studente full time, quindi frequento le lezioni dalle 9 alle 13 mentre dalle 14 alle 22 lavoro, il sabato e la domenica cerco di portarmi avanti con presentazioni ed esercizi».

«Consiglio di provarci»

La mole di impegni è tanta, ma lo è anche la soddisfazione: «Tutto quello che faccio è perché lo voglio fare, dipende tutto da me e questa è la cosa che mi piace di più. Agli amici e conoscenti che mi contattano chiedendo informazioni sulla mia esperienza, che sognano di trasferirsi altrove dico sempre di provarci, se lo si desidera un modo lo si trova. Io mi dico sempre che non ho niente da perdere, credo davvero che a vent’anni debba essere così». E a chi sta per cominciare un’esperienza come la sua consiglia di «occuparsi il tempo, sembra una banalità ma per me è stato importante, così come lo è cucinarmi da mangiare, mi aiuta a stare più concentrato e sereno».

Cosa manca

Dell’Italia «mi manca tutto e niente, è una sensazione strana. Mi mancano gli affetti, il cibo, la piadina, ma è davvero bello il senso di opportunità che si vive qui». Ora sogna di finire i quattro anni di college e di trasferirsi in una zona più calda, e dove la vita sia meno costosa che a New York.

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