Sogliano, salve le due scuole dell’infanzia

Salve le scuole dell’infanzia di Rontagnano e di Ponte Uso. Risultato raggiunto dall’Amministrazione comunale di Sogliano, dalla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo, dai genitori degli alunni interessati, che ringraziano per la sensibilità il dirigente dell’ufficio VII, ambito territoriale di Forlì-Cesena, Mario Maria Nanni, e del suo staff. Così per l’imminente anno scolastico verrà mantenuta l’apertura di entrambe le scuole dell’infanzia di Rontagnano e di Ponte Uso.

Nelle settimane scorse era scattato l’allarme. Visto lo scarso numero di alunni iscritti ai due plessi, era stato assegnato un docente in meno nell’organico di funzionamento delle scuole, con la conseguente difficoltà a mantenere attive entrambe le sedi.

Dopo un lavoro in sinergia fra le varie istituzioni del territorio, ora viene assicurato il regolare mento dei due plessi: la scuola dell’infanzia di Rontagnano, con un orario curricolare dalle 8 alle 16, e quella di Ponte Uso dalle 8 alle 15, con un completamento orario fino alle 16 con personale a carico dell’Amministrazione comunale.

«Questo risultato permette di dare continuità alle nostre scuole – afferma la sindaca di Sogliano, Tania Bocchini – e garantisce un prezioso servizio educativo per il territorio. Il Provveditorato ha rivisto l’organico assegnato all’istituto comprensivo di Sogliano, assegnando risorse per un insegnante in più che la dirigente Giovanna Falco ha integrato nel piano organizzativo. Voglio ringraziare l’assessore comunale Gianfranco Bernucci per il suo instancabile lavoro, il risultato non era affatto scontato e il confronto è stato lungo e articolato. Quest’Amministrazione lavora e lavorerà a pieno ritmo per il mantenimento dei plessi sul territorio soglianese. Anche le politiche della nostra Regione e del Ministero dell’Istruzione devono tenere conto delle esigenze della montagna. Ho recentemente incontrato l’assessora regionale alla scuola, Paola Salomoni, e le ho rappresentato le particolarità e i bisogni scolastici della nostra comunità».

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