Il carcere è uno dei luoghi che la società tende a rimuovere, a confinare ai margini della propria coscienza, come se bastasse non guardarlo per renderlo meno reale. Con Gargoyle, il suo romanzo d’esordio pubblicato da Sensibili alle Foglie, Alfredo Vassalluzzo riporta al centro proprio quello spazio dimenticato, trasformando l’esperienza concreta dell’insegnamento in un istituto di massima sicurezza in un’opera che interroga il senso della pena, della colpa e della possibilità di restare umani dentro un sistema che riduce l’individuo a funzione.
Vassalluzzo, docente di Letteratura, ha insegnato per due anni in un carcere maschile. È da questa esperienza diretta che nasce il romanzo: non come esercizio narrativo, ma come esigenza morale. Entrare ogni giorno in quella che nel libro viene definita la “Bestia” significa confrontarsi con un’istituzione che non si limita a contenere i corpi, ma incide sulle identità, le sospende, talvolta le svuota.
Gargoyle è un romanzo corale, costruito attraverso una pluralità di voci che restituiscono complessità a esistenze spesso raccontate solo attraverso le loro colpe. Ernesto, boss silenzioso e appassionato di enigmistica, trova nei giochi di logica una forma estrema di controllo. Ling, giovane rom senza memoria né radici, vive una rabbia che è soprattutto paura di non avere un futuro. Damir, detenuto russo taciturno, affida invece alla scrittura un fragile tentativo di sopravvivenza: il suo manoscritto, disordinato e vulnerabile, diventa simbolo di identità e speranza.
Proprio attorno a quelle pagine si consuma uno dei conflitti centrali del romanzo, quando la burocrazia carceraria ne provoca la scomparsa. In quel gesto impersonale si rivela la natura più profonda dell’istituzione: un sistema che può distruggere non solo un oggetto, ma il significato che esso rappresenta. La burocrazia, osserva Vassalluzzo, non è un’astrazione, ma una realtà concreta che incide quotidianamente sulla vita delle persone e può diventare, per chi la subisce, una forza insormontabile.
Il titolo richiama le figure di pietra che sorvegliano le cattedrali: i gargoyle, testimoni immobili e silenziosi. È questa, suggerisce il romanzo, anche la condizione dell’educatore. Non un salvatore, ma una presenza. Qualcuno che resta, che osserva, che ascolta. In questo senso, la scrittura diventa un atto di responsabilità: un modo per restituire voce a chi rischia di scomparire nel silenzio.
Pubblicato da Sensibili alle Foglie, casa editrice fondata da Renato Curcio e da sempre impegnata in un lavoro di ricerca critica sulle istituzioni totali, Gargoyle si inserisce in un progetto editoriale che utilizza la letteratura come strumento di analisi sociale e di testimonianza.
La scrittura di Vassalluzzo alterna introspezione e osservazione diretta, evitando ogni forma di pietismo e rinunciando a soluzioni consolatorie. Il carcere non viene rappresentato come luogo di redenzione, ma come spazio di regressione e costrizione mentale, in cui tuttavia l’umanità continua a manifestarsi nei gesti minimi: una pagina scritta, una lezione, un dialogo inatteso.
Evento di presentazione
Il libro sarà presentato il 27 febbraio a Frascati, alla presenza dell’autore. Interverranno Dario Di Cecca, presidente di Antigone Lazio, Fulvia Schiavetta, dirigente scolastico, e i rappresentanti dell’associazione Verso il Sole, impegnata nel reinserimento delle persone detenute ed ex detenute. L’incontro sarà moderato dal giornalista Stefano Pavan.