E-commerce in Italia: piattaforme, dati e nuove opportunità

Il settore del commercio online negli ultimi anni ha avuto dei cambiamenti i più evidenti dei quali sono stati legati alla pandemia di coronavirus avvenuta nel 2020 e a un reale spostamento nei comportamenti di acquisto dei consumatori. L’e-commerce ha avuto un distacco dai negozi fisici e ha sviluppato un sistema complesso di interazione di domanda e offerta.

L'Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano ha rilevato un dato inaspettato. Il mercato italiano 2023 ha registrato oltre 54 miliardi di euro. I settori in fase di crescita sono stati avvalendosi di strumenti digitali e di settori non alimentari. Da un punto di vista commerciale, il mercato ha smesso di essere monopolio di grandi brand e si è aperto a un numero rilevante di venditori.

Dall’e-commerce al Marketplace

Mentre l'e-commerce era un tempo dominato da singoli negozi digitali, il modello in più rapida crescita ora è il modello marketplace, dove grandi piattaforme ospitano più fornitori in un unico spazio digitale. Essi fungono da centri commerciali digitali in cui più offerte, marchi e servizi coesistono sotto lo stesso 'tetto' digitale. Questo crea un ecosistema più complesso, in grado di soddisfare una varietà di esigenze e semplificare l'esperienza di acquisto. Le piattaforme marketplace presentano anche numerosi vantaggi per i consumatori. Possono confrontare i prezzi, leggere recensioni, controllare la disponibilità e rivedere i tempi di spedizione in pochi secondi.

Le piattaforme marketplace aumentano anche la trasparenza dei prezzi, poiché i venditori che competono per il business dei clienti sono motivati a offrire i prezzi migliori. Il modello marketplace semplifica l'esperienza di acquisto, permettendo ai consumatori di impiegare meno tempo negli acquisti, ed è anche accessibile a un'ampia gamma di consumatori.

In questo panorama si inseriscono anche alcune realtà digitali italiane nate per andare a intercettare nicchie di mercato o specifiche esigenze di consumo, come il sito idmarket.it, che si colloca nell’offerta dei marketplace online di compravendita e distribuzione digitale di prodotti.

Tutto sulle PMI

Il peso dei marketplace è infatti rilevante anche per le piccole e medie aziende che costituiscono la spina dorsale del sistema produttivo italiano, e non solo. In realtà, regioni come l'Emilia-Romagna, caratterizzata da un’elevata presenza diffusa di imprenditori, il digitale diventa strumento per superare il confine territoriale e aprirsi a nuovi mercati.

Con la vendita online delle PMI possono:

-allargare la base clienti,

-smettere di dipendere dal commercio locale,

-testare nuovi prodotti a basso costo,

-ottenere informazioni sul comportamento di acquisto.

-Tuttavia, la transizione non è priva di difficoltà. Digital skills, logistica, gestione pagamenti e customer care sono ancora questioni di primo piano, specialmente per le realtà meno strutturate.

Consumatori più consapevoli e più selettivi

Al tempo stesso, anche la clientela è cambiata e, con essa, le sue esigenze. Oggi l’acquisto via web non è più influenzato unicamente dal prezzo, ma anche dalla reputazione, trasparenza informativa, politiche di reso e sostenibilità.

Le piattaforme digitali sono sollecitate a dare conto della qualità della propria offerta e del proprio servizio in un mercato in cui la concorrenza è agguerrita e la lealtà tra i clienti sempre più evanescente. Questo è il motivo per cui molti marketplace hanno investito su sistemi di rating, recensioni e tracciabilità delle transazioni.

Regolamentazione e concorrenza

Sul lato normativo, il boom del commercio elettronico ha spinto l’Unione Europea ad adottare misure quali i Digital Services Act (DSA) e Digital Markets Act (DMA) che mirano a introdurre maggiore equità e tutela del consumatore nel mercato digitale.

Anche le piattaforme di più piccole dimensioni sono interessate da queste regolamentazioni e devono adattarsi ad un comune standard di sicurezza, gestione dei dati e responsabilità del contenuto. Staremo a vedere: l’obiettivo a medio termine è quello di un mercato digitale più equilibrato, dove innovazione e tutela siano conviventi.

Prospettive future del commercio online

Negli anni a venire, il commercio digitale in Italia probabilmente avrà una crescita più lenta, ma sarà una crescita solida e duratura. La cosa più importante sarà rendere l'esperienza del cliente migliore, far funzionare insieme il mondo online e quello offline e utilizzare i dati in modo intelligente.

Le tecnologie come l'intelligenza artificiale, l'automazione dei processi logistici e i sistemi di pagamento evoluti renderanno il settore più efficiente, ma anche più competitivo. Per questo motivo, la capacità di specializzarsi e offrire valore aggiunto sarà fondamentale per la sopravvivenza delle singole piattaforme. Le piattaforme dovranno essere in grado di adattarsi e innovare per restare competitive e offrire qualcosa di unico ai propri clienti. La specializzazione e il valore aggiunto saranno quindi cruciali per distinguersi dalla concorrenza e raggiungere il successo.

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