Smettere di fumare e vivere meglio: dai cerotti ai farmaci

In una pausa dal lavoro, dopo il caffè o durante una serata con gli amici: la sigaretta rappresenta un modo per passare il tempo o una pausa da godersi in compagnia. Ma fumare è anche una dipendenza psicologica e fisica e un fattore predisponente a svariate patologie: «Purtroppo il fumo è un fenomeno in aumento – racconta la dottoressa Fabiola Pasotti, Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio attiva tra Rimini, Riccione e Cattolica -. Attualmente i dati statistici ci dicono che ogni anno 6 milioni di persone nel mondo muoiono a causa di tumori polmonari».

Il fumo è la quarta causa di morte a livello mondiale: «Riduce l’aspettativa di vita di 10-15 anni – continua la specialista – ed è responsabile anche di tumori all’intestino, alla cute, alla vescica. È correlato anche a ictus, infarti e complicanze cardiovascolari».

Ci vogliono anni di fumo costante per arrivare a diagnosi così nefaste, ma può avere delle conseguenze negative sulla salute anche a breve termine: «Il fumo provoca bronchiti croniche e ostruttive, peggiora le performances respiratorie, porta alla formazione del catarro ed è causa della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una malattia dell’apparato respiratorio caratterizzata da un’ostruzione irreversibile delle vie aeree. È noto che anche il fumo passivo è molto nocivo. Le persone che hanno vissuto con genitori fumatori respirando quotidianamente il fumo sono maggiormente soggetti da adulti a tosse cronica e a ostruzione delle piccole vie aeree».

Si inizia a fumare sempre prima: «Il 72% delle persone dichiara di aver iniziato a fumare tra i 15 e i 24 anni, mentre il 10% prima dei 15. In una sigaretta sono contenute molte sostanze nocive, di cui 70 cancerogene. Tra le varie: il monossido di carbonio, il polonio radioattivo 210, il benzopirene e l’arsenico. Queste sostanze si sprigionano con la combustione del tabacco. L’aspirazione delle sostanze tossiche crea una mutazione nel DNA, che porta a un danneggiamento permanente delle cellule interessate, innescando i presupposti per la formazione di masse tumorali».

La nicotina presente nel fumo di sigaretta causa una dipendenza fisica e psicologica e si nutre degli stessi meccanismi di assuefazione, tolleranza e astinenza: «La nicotina rilascia delle molecole che interagiscono con i recettori del piacere creando sensazioni appaganti e piacevoli. Di fatto, noi non ne avremmo bisogno, perché il meccanismo del piacere che produce la dopamina è regolato perfettamente dal nostro ciclo sonno- veglia. Inizialmente rappresenta un forte antidepressivo, ma sono di gran lunga maggiori gli effetti negativi».

Esistono vari metodi per smettere di fumare: «I cerotti e le cicche contenenti nicotina, che però non annullano la dipendenza perché contengono essi stessi nicotina. Un’altra opzione è la sigaretta elettronica, ma ha il difetto di non spezzare la gestualità e spesso chi la utilizza ritorna successivamente alla sigaretta. Sono a disposizione sul mercato miscele aromatizzate alla vaniglia e alla liquirizia che, seppur non dannose, sono comunque irritanti per i bronchi. Di ultima generazione sono alcuni farmaci di derivazione naturale che stanno dando ottimi risultati: riducono i sintomi di astinenza e il desiderio di fumare. Spesso la terapia farmacologia, che deve essere seguita dal medico, va associata a una terapia psicologica per aumentare la motivazione a smettere. Questo farmaco si prescrive a chi vuole smettere di fumare per la prima volta oppure a chi ha già provato altri metodi o è soggetto a ricadute».

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