Smart cities, un trend globale che non si ferma

Le città vanno alla ricerca della loro nuova identità. Non è soltanto questione di look, di dettagli, sporadiche ristrutturazioni e abbellimenti. Gli obiettivi sono più ambiziosi. L’Unione Europea ha fissato infatti il raggiungimento della neutralità carbonica con una scadenza fissata al 2050. Una trasformazione che dovrà investire il modo di pensare e disegnare i grandi centri abitati, usando la leva delle nuove costruzioni, ma anche quella dell’innovazione su quelle già esistenti, oltre all’introduzione di una nuova generazione di materiali e infrastrutture. I dati ci dicono che le aree urbane ospitano il 75% della popolazione dell’Unione Europea. A livello mondiale, le città consumano oltre il 65% dell’energia disponibile, causando oltre il 70% delle emissioni di CO2. Il Piano Strategico Horizon Europe ha scelto Bergamo, Milano, Torino, Bologna, Firenze, Prato, Padova, Parma e Roma per diventare, entro il 2030, smart cities, vere e proprie città intelligenti a impatto climatico zero.

Di fronte a una trasformazione così grande calcolare i numeri e il potenziale di mercato “teorico” delle smart city è sicuramente complesso. Di certo c’è il dato relativo al PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che prevede oltre 10 miliardi di finanziamenti dedicati alle smart cities, come calcolato dall’Osservatorio Smart City della School of Management del Politecnico di Milano. Lo stesso Osservatorio sottolinea anche che un comune italiano su tre (il 28%) ha avviato almeno un progetto relativo alla città intelligente nell’ultimo triennio. La percentuale sale al 50% nei Comuni più grandi, con oltre 15 mila abitanti, ed è destinata a crescere ancora nel prossimo triennio, con il 33% dei comuni che vuole investire nelle città intelligenti entro il 2024. Nel 47% dei Comuni però mancano adeguate competenze per gestire i progetti e i piccoli comuni sono in ritardo.

Le smart cities sono considerate come la grande risposta di sistema al problema del sovraffollamento e dell’inquinamento con più del 50% della popolazione mondiale residente nelle aree urbane, oltre ai flussi quotidiani in ingresso e in uscita. La scommessa è rendere gestibile questo percorso di gigantismo urbano attraverso le future reti 5G, una mobilità elettrica autonoma e connessa, i sistemi per la gestione ottimale delle risorse idriche, energetiche e per la gestione dei rifiuti, l’economia circolare, l’edilizia di nuova generazione indirizzata al risparmio, l’efficienza e il recupero, a trasporti pubblici intelligenti e a zero emissioni, l’abbattimento delle emissioni inquinanti. L’obiettivo, l’ambizione o forse l’utopia è creare luoghi densamente popolati ma comunque vivibili. Governi, manager cittadini, urbanisti, architetti e grandi aziende stanno partecipando a questa sfida. Una complessa operazione di reset e di rigenerazione urbana che punta a trasformare territori vulnerabili in città smart e sostenibili.

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