VERGHERETO. I lavori per la sistemazione della frana che dai primi di maggio costringe alla interruzione della provinciale tra Bagno di Romagna e Verghereto si sono fermati, già prima di Natale. Passate le festività i lavori continuano a rimanere fermi e addirittura il cantiere è chiuso e le macchine operatrici della ditta sparite. A otto mesi di distanza non si saprebbe ancora bene come intervenire e inoltre i finanziamenti inizialmente stanziati sarebbero di gran lunga insufficienti.

Chiesto incontro

Il sindaco Enrico Salvi ha chiesto alla Prefettura di farsi promotrice di un incontro con Provincia (la strada interrotta è provinciale), Comune e gli enti interessati per esaminare la situazione e intervenire; ha scritto anche all’assessora regionale Paola Gazzolo e al Compartimento Anas. «Su nostra richiesta – spiega Salvi – la Prefettura ha convocato un incontro per martedì 21. La situazione continua a rimanere bloccata e disagi e rischi sono preoccupanti. Tra Bagno di Romagna e Verghereto abbiamo chilometri di E45 a una sola corsia per senso di marcia; se bisogna chiudere l’alternativa è passare da Alfero e dal passo della Biancarda. I lavori per ripulire il versante del monte dal materiale e dalle pietre incombenti era cominciato da qualche tempo, ma ora si è deciso di valutare se la scarpata tra la strada e il fiume è in grado di tenere tutto il materiale che occorre spostare dalla parte a monte».

Costi elevati

Non è escluso che la scarpata non sia in grado. A questo punto più che avviare un dispendioso trasporto della massa materiale in altre zone una soluzione potrebbe essere la installazione di una galleria provvisoria che protegga la sede stradale dal rotolamento di detriti. Se dobbiamo caricarli e portarli via tanto vale fare una galleria. Poco poco ci vorrà un altro milione di euro e teniamo conto che nel frattempo si è ulteriormente deteriorato l’attuale assetto stradale. Se invece si verificherà che la scarpata verso il fiume è in grado di tenere si potrà continuare a mandare giù il materiale e a sistemarlo realizzando dei gradoni tra la strada provinciale ed il Savio. Ma anche in questo caso i costi sono notevoli e occorrerà sempre circa 1 milione di euro».

Appello a enti superiori

Ed è per questo che Salvi ha scritto in Regione e intende coinvolgere Anas, visto che il tratto della provinciale rientra nella viabilità alternativa alla E45. «Bisogna che Provincia e Regione si muovano – conclude Salvi -. La provinciale 147 non risultava immediatamente inserita nella viabilità che Anas avrebbe dovuto riprendere in carico perché comunque nel versante toscano la strada era interrotta tra Canili e Valsavignone. Ma adesso che dovrebbero cominciare i lavori a marzo sulla 147 nel tratto toscano proprio perché strada alternativa alla E45, la stessa cosa bisogna che avvenga anche nel tratto emiliano-romagnolo».

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