Non ancora superato il momento dello choc, cresce sempre di più il grande dolore per la scomparsa di Tommaso Sintini, 44enne veterinario ed ex pallavolista morto lunedì sera nella propria abitazione di Ravenna in seguito a un malore.

Ieri i parenti e gli amici più stretti hanno fatto pervenire il loro affetto nella casa di famiglia di Villanova di Bagnacavallo, ai genitori Daria e Giuseppe e ai fratelli Mattia, che lavora come fisioterapista a Faenza, e Giacomo, giunto da Perugia, dove abita con la moglie Alessia e la figlia Carolina. Si tratta però di momenti in cui è impossibile trovare parole di conforto, soprattutto per la moglie Ambra e per i figli Pietro, di cinque anni, e Davide, di due.

Proprio Ambra, con cui Tommaso si era sposato nel giugno scorso nella biblioteca “Classense” e con cui lavorava assieme nella clinica veterinaria San Gaetanino, ha cercato di dare i primi, disperati, soccorsi al marito, giunto però all’ospedale di Ravenna privo di vita. Adesso, per far luce sulle cause della morte è stata disposta l’autopsia, che sarà possibile eseguire solo dopo l’esito del tampone a cui Tommaso – a causa di un attacco febbrile – si era sottoposto per scrupolo un paio di giorni prima della tragedia. Solo dopo questi due esami, sarà possibile fissare una data per l’ultimo saluto. Si tratterà di una breve cerimonia – ristretta a poche persone per ovvi motivi legati alla pandemia – che precederà la cremazione.

Il mondo dei veterinari e in particolare quello dei pallavolisti rimane sconvolto per la tragica scomparsa di Sintini, a cui sono dedicati numerosi messaggi, quasi tutti sui social, da parte di colleghi, ex compagni di squadra e amici. I partecipanti ai vari gruppi whatsapp dedicati al volley non hanno trattenuto la loro commozione e tra questi c’è lo struggente ricordo di Gigi Tartaull, ex palleggiatore di ottimo livello e allenatore: «Tommaso ha fatto parte di quello straordinario gruppo di ragazzi con cui, nel ‘92 con la maglia del Messaggero, abbiamo vinto il titolo italiano Under 16 al termine di un’infuocata finale contro la Maxicono Parma. Non era solo un bravo giocatore, ma soprattutto una bravissima persona. Vedere un ragazzo con cui hai condiviso momenti di grande impegno, e di straordinaria felicità per le vittorie raggiunte, andarsene in questo modo improvviso mi crea uno sconcerto grande e un dolore tanto più acuto al pensiero della sua famiglia, alla quale è stato sempre molto legato».

La notizia ovviamente ha varcato anche i confini provinciali, giungendo a Bologna, dove Sintini ha giocato per qualche anno nelle fila della Zinella e del San Lazzaro, mentre frequentava la facoltà di veterinaria. Andrea Brogioni, suo ex compagno nel team felsineo, nonché allenatore e attualmente giornalista sportivo, in un post su Facebook gli ha dedicato la canzone “Where the streets have no name” degli U2, gruppo rock con cui aveva assistito un concerto a San Siro, assieme al fratello Mattia e al cugino Luca.

«In un periodo in cui è difficile trovare le parole, è forse meglio pensare ai bellissimi momenti trascorsi assieme, che sia un concerto o una pizzata dopo una partita. Tommaso era di una bontà incredibile, un ragazzo d’oro, ma anche intelligente e molto dotato dal punto di vista pallavolistico. Aveva le idee chiare e il suo desiderio era però un altro, intraprendendo una carriera da veterinario che gli stava dando grandi soddisfazioni».

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