Si conclude con una serata speciale il ricco calendario di appuntamenti del mese di agosto del programma estivo “IlluminAzioni”, la rassegna pensata dall’associazione Ultimo Punto in alternativa al Festival Artisti in Piazza.

Questa sera, organizzato in collaborazione con il Parco Sasso Simone e Simoncello e Chiocciola la casa del nomade, “Simone sul Simone” ovvero la fisarmonica di Simone Zanchini sul Sasso Simone, una passeggiata ed un concerto ad alta quota sulla spina dorsale d’Italia, quell’Appenino che unisce Romagna, Toscana, Marche e Umbria. Quattro proposte di cammino differenti, quattro carovane che a piedi raggiungono gli oltre mille metri del Sasso Simone per ascoltare la musica di uno dei fisarmonicisti più interessanti del panorama internazionale!

Prenotandosi al numero 328 7268745, accompagnati dalle guide del Parco, gli spettatori-escursionisti potranno partire, alle ore 17 da quattro diversi punti: Passo Cantoniera a Carpegna (PU), da Casa del Re e da Case Barboni a Sestino (AR) oppure da San Sisto, Piandimeleto (PU) e raggiungere le sommità del Sasso Simone, dove potranno godere dell’ascolto della fisarmonica di Simone Zanchini affacciati sulla spina dorsale dell’Italia, quell’Appenino che unisce Romagna, Toscana, Marche e Umbria, Adriatico e Tirreno, Libeccio e Grecale.

La ricerca che Zanchini persegue da tanti anni veste la fisarmonica di un abito insolito e personale dove vengono esaltate le possibilità timbrico-espressive dello strumento al di là di ogni genere o stile. Fisarmonicista tra i più interessanti e innovativi del panorama internazionale si muove con la stessa maestria tra musica classica, contemporanea, jazz e incursioni extracolte. Su questo terreno di confine tra i generi (e questa volta anche paesaggistico) si svilupperà la performance solitaria di Zanchini, un’esperienza artistica decisamente creativa, ogni volta diversa e imprevedibile.

A momenti di improvvisazione estemporanea si alterneranno composizioni originali dello stesso Zanchini e brani di grandi compositori quali: George Gershwin, Charlie Parker, Duke Ellington, Astor Piazzolla, il tutto magistralmente miscelato da un flusso creativo-improvvisativo continuo e sempre ispirato, per circa settanta minuti di musica senza interruzioni.

«Sono sempre stato convinto che certi ronzii sonori che albergano nel nostro cervello sono solo nostri, magnificamente unici, trasmettibili solo attraverso le emozioni dell’improvvisazione e percepibili soltanto se si è armati di una buona “disponibilità”. Viviamo in un’epoca che sembra avere particolarmente bisogno di linguaggi riconosciuti e riconoscibili e di coloro che io chiamo riproduttori di stili. ecco!…questo affrancarsi dal codice è il tentativo coraggioso e qualche volta rischioso di questo solo».

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