Siccità Ravenna, fermo il traghetto di Sant’Alberto. Il gestore: “Era troppo pericoloso”

RAVENNA – Guarda il cielo e vede il sole, scorge le previsioni e legge che non pioverà per settimane: le giornate di Florian Rambelli negli ultimi giorni stanno passando così. Lui è il gestore del traghetto sul Reno di Sant’Alberto, prezioso collegamento tra il Ferrarese e il Ravennate soprattutto per i turisti, che nella serata del 18 luglio si è arreso alla siccità. «Ci abbiamo provato ma era troppo pericoloso», spiega.

Intendiamoci: non è che il Reno sia completamente in secca. Il punto in cui il traghetto attraversa è uno dei più profondi ma il problema riguarda i centimetri di profondità persi dal fiume a causa dell’assenza di piogge: troppi, tanto che le rampe del natante faticano a combaciare con gli attracchi e, di conseguenza, salire e scendere per i passeggeri è sempre più difficoltoso. Era successo solo un’altra volta, una ventina di anni fa, «allora il traghetto era gestito da mio padre. Per risolvere il problema sono stati fatti dei lavori al punto di imbarco. Sono investimenti che in questo momento, nel pieno della stagione, non mi sento di affrontare. Vedremo cosa succederà ad inizio agosto, per ora preferisco fermarmi».

Una decisione difficile da prendere per Rambelli: «Questo è il periodo più remunerativo per l’attività, con tanti turisti che attraversano il fiume. Però la sicurezza è fondamentale. Certo, sembra assurdo che ci si debba fermare per colpa della siccità, che ci si alzi sperando sia prevista pioggia. Immagino sia la stessa cosa anche per gli agricoltori, non è un periodo facile». Ad aggravare il problema, la chiusura della diga del Cavo Napoleonico, lo scolmatore del Reno, che ha fatto perdere altri centimetri al fiume. E dire che basterebbe poco per lavorare, al piccolo traghetto di Sant’Alberto: «La pioggia di 15 giorni fa ci ha permesso di lavorare un’altra settimana regalandoci quei 40 centimetri in più d’acqua. Per questo aspetto di capire come si evolverà la situazione entro agosto prima di programmare eventualmente dei lavori, mi dispiace per il disagio che si è creato ma finché ho potuto ho tenuto il servizio attivo». A chi utilizzava il traghetto spesso non resta che accontentarsi di un giro molto più lungo per attraversare il fiume. Sperando, come Florian, in una pioggia provvidenziale.

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