Chiamano l’ambulanza perché un ragazzo si è sentito male all’interno di un appartamento, ma all’arrivo dei soccorritori uno degli amici si scaglia contro gli operatori del 118. «Ma quanto ci avere messo per arrivare? Così lo fate morire… ma io vi faccio fare la sua fine». L’aggressione, avvenuta l’altra sera prima di mezzanotte nella zona di Santa Giustina, rischia di costare una denuncia a un trentaduenne italiano, protagonista della vicenda.

I sanitari, preoccupati dallo stato di agitazione dell’uomo, a un certo punto – dopo essere stati minacciati e spintonati – si sono barricati nella stanza dove era atteso il loro intervento e hanno avvertito i carabinieri di quanto stava accadendo.

All’arrivo della pattuglia la situazione era già rientrata nella normalità: nel frattempo, infatti, era stato accertato che le condizioni del paziente, un ragazzo di ventidue anni, non erano gravi come era sembrato agli amici in un primo momento. Sulla base della recente legge antiviolenza (“Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”) i carabinieri procederanno adesso d’ufficio, indipendentemente dalla volontà degli operatori aggrediti (che comunque si sono fatti refertare e hanno riportato lesioni guaribili in cinque giorni). I militari del Nucleo radiomobile, una volta sul posto, hanno identificato tutti i presenti e ieri i carabinieri della stazione di Santarcangelo di Romagna, competente per territorio, hanno approfondito la vicenda con uno dei sanitari, in attesa della formalizzazione della denuncia. Per adesso l’ipotesi di reato è percosse, ma non è escluso che una volta all’attenzione del magistrato, possano essere contestate le minacce e l’interruzione di pubblico servizio. Questo nel caso venga confermata la dinamica provvisoria.

Proprio per prevenire e mettere un freno al moltiplicarsi delle aggressioni il Legislatore è intervenuto di recente, introducendo – tra l’altro – pene più severe per contrastare il fenomeno.

La norma, inoltre, estende le aggravanti previste per i pubblici ufficiali ai casi di lesioni gravi o gravissime provocate al personale sanitario. Sono stati poi introdotti un Osservatorio per monitorare gli episodi di violenza e una “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari”. Meno di un mese fa, a Rimini, il personale di un’ambulanza era stato aggredito con il coltello da un paziente al quale era stato ovviamente impedito di fumare durante il tragitto verso l’ospedale.

Argomenti:

118

aggrediti

rimini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *