Si gira a Rimini “Dopo le nuvole” di Matteo Paba

LARA FABBRI

Ancora una volta Rimini si riconferma come meta di ambientazione per produzioni cinematografiche: proprio in questi giorni si sta finendo di girare Dopo le nuvole del giovane regista e sceneggiatore Matteo Paba.

Tutto è nato da una domanda che il filmaker emiliano e il suo collaboratore kazako, direttore della fotografia, si sono posti: «Come sarebbe la vita di un giovane illustratore come Fellini oggi?», e a cui hanno cercato di rispondere raccontando la storia di sei ragazzi riminesi che hanno finito le superiori e devono decidere che cosa fare della loro vita e della loro amicizia.

Prendendo liberamente spunto dalla biografia e dall’opera del grande cineasta riminese, in occasione delle celebrazioni dei cento anni dalla nascita di Fellini e con l’approvazione e il sostegno del Comune e dell’Università della Terza Età, il film sarebbe dovuto uscire nel 2020, ma per ovvi motivi è stato tutto posticipato e proprio in questi giorni si stanno girando le ultime scene. La casa di produzione e distribuzione è la Toed Film e l’uscita della pellicola è prevista per questo autunno.

Una produzione made in Emilia-Romagna, ma con un respiro internazionale.

Giovani emiliano-romagnoli

Sono giovani, preparati e motivati quelli che stanno lavorando a questo film e quasi tutti di provenienza emiliano-romagnola, a iniziare dal regista e sceneggiatore, il modenese Matteo Paba che ha studiato e lavorato a Londra, al direttore della fotografia Rustam Ibraimov con cui Matteo ha lavorato alla produzione di un documentario su San Giuliano Mare per la Cineteca di Bologna, ai produttori esecutivo e associato, rispettivamente Valeria Zadumina e Alberto Tamburini, per finire agli attori – reclutati nelle scuole di recitazione del circondario, come la Scuola di cinema di Cesena e la Valigia dell’attore di Samuele Sbrighi, ma anche attraverso una rete di passaparola – che sono per la maggior parte di Rimini, ma provengono anche da Santarcangelo, Cesena e Forlì. Da segnalare il debutto del riminese Lorenzo Paesani che nella finzione interpreta l’undicenne Antonio, vicino di casa e amico di due dei protagonisti. La maggior parte delle scene sono state girate nel centro storico, a Marina Centro e nel Borgo San Giuliano, con un’esterna anche a Covignano e al molo di Rivabella.

La trama

Ma veniamo alla storia, i protagonisti Fred, Bianca, Max, Fausto, Dora e Carla, rispettivamente Luca Binotti, Viola Dini, Gionatan Parisi, Giulia Buda, Nicolò Gorza e Aiko Riceputi Steil, abitano a Rimini, sono amici, qualcuno anche coppia e, presa la maturità, devono decidere che strada intraprendere. Alcuni di loro sono creativi e hanno velleità artistiche. Fred è un disegnatore, Bianca, la sua ragazza, vorrebbe fare la scultrice e Fausto s’interessa di fotografia, gli altri cercano un lavoro o pensano di andare all’università, ma la maggior parte di loro vorrebbe rimanere a Rimini e non dover “emigrare” in cerca di fortuna, come a suo tempo dovette fare il giovane Fellini.

Il film, che ai vari enti è stato presentato con questa frase d’apertura tratta dalla Terza età di Simone de Beauvoir , “Alla società interessano gli individui soltanto nella misura in cui essi sono redditizi. I giovani lo sanno. La loro ansietà nel momento d’affrontare la vita sociale è simmetrica all’angoscia dei vecchi al momento in cui ne sono esclusi”, tratta soprattutto il tema della precarietà giovanile, ma vuole anche proporre una riflessione sul passaggio alla cosiddetta età adulta e sul diverso modo di porsi nei confronti della vita e degli imprevisti e opportunità che essa ci offre in base all’età, al carattere e al proprio vissuto.

Concludendo con una domanda a Matteo Paba, quindi: com’è la vita di uno che vuole seguire la strada di Fellini oggi?

«La vita di un giovane creativo oggi per fortuna si avvale della tecnologia per la propria realizzazione. Grazie a internet, un giovane illustratore, com’era Fellini quando da Rimini andò a vivere a Roma, o un cineasta, non hanno più necessariamente bisogno di trasferirsi in una grande città per avere accesso a istruzione, reti e opportunità di lavoro. La Romagna e la Rimini odierna possono rappresentare un punto di partenza di pregio, adesso anche virtuale, per chiunque volesse intraprendere un percorso artistico».

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