Sgarbi: “La sinistra non troverà un altro Gnassi”

Lancia la candidatura di Enzo Ceccarelli, propone un inedito tandem con Davide Frisoni nel ruolo di pro-sindaco o comunque una “pedina forte” della prossima giunta e invita a non perdersi in «polemiche inutili» perché Rimini è storia, cultura, turismo e Andrea Gnassi ha interpretato bene il suo ruolo, così bene che adesso la «sinistra farà fatica a trovare un sostituto con idee di destra come le sue». Reduce dalla Notte Rosa e dalla “Milanesiana”, Vittorio Sgarbi inaugura la sede elettorale di Frisoni e regala un’ora di politica spettacolo.

Tocca Frisoni

Viene definita la sede elettorale più bella di Rimini, quella di Davide Frisoni sostenuto da Rete civica, Con Rimini e Rinascimento. Il candidato sindaco è Enzo Ceccarelli, proposto dalla Lega e appoggiato anche da “Noi amiamo Rimini”. Il tavolo nazionale del centro destra sta ancora vagliando le varie soluzioni in una logica di coalizione unita. In lizza Antonio Barboni di Forza Italia (manca però la sua disponibilità), Nicola Marcello e Gioenzo Renzi (Fdi), Alessandro Ravaglioli (Lega) e i civici Gianni Indino e Giuseppina Morolli.

A tutto Sgarbi

Nel suo intervento Sgarbi travolge tutto e tutti. Tocca i temi del momento (vaccini, Covid, mascherine e Green pass), sentenzia che se «uno ha fatto il vaccino dovrebbe essere libero».

Dopo avere ricordato che il suo “Rinascimento” ha il nome più bello di tutti, passa alle questioni di Rimini. In sintesi: al tavolo nazionale del centro destra avrebbe potuto rivendicare la candidatura a sindaco di Frisoni, ma avrebbe avuto poco senso esibirsi in un braccio di ferro quando si poteva avere un nome sostenuto da Lega, Fdi e Fi.

Il disegno ora è questo. Con la «Lega su Ceccarelli», Frisoni può intercettare voti nell’area di centro che non vota più Forza Italia, potrebbe ottenere un 10 per cento e portare la coalizione oltre il 50. «Si vota meglio me che sono vivo, rispetto a Berlusconi che è assente» assicura Sgarbi. Mentre «Lega e Fdi sono al 20 per cento, Fi ormai è un voto commemorativo» di quando Berlusconi era “Berlusconi”.

Dall’altra parte? Il «Pd è sempre più disperato, ha solo Leu che vale meno di niente». Poi c’è Italia viva con Matteo Renzi che «è il più bravo di tutti, il genio del male, non è escluso la prossima volta sia nostro alleato, dobbiamo stare attenti».

Coalizione unita

E si arriva Rimini. Sgarbi suggerisce un ruolo per Frisoni nello schema del tridente: «Ceccarelli sindaco, Frisoni prosindaco». Una investitura figlia del passato in maggioranza di Frisoni, una sorta di «ponte» con l’altro mondo elettorale dato che «Gnassi come sindaco ha fatto sentire che Rimini c’era», a cominciare dalla ricostruzione del Galli nella quale lo stesso Sgarbi ha avuto un ruolo propositivo.

Le perle culturali di Rimini sono tante: dal Duomo al Trecento riminese che è il «più bello del Rinascimento». Questo senso del bello, per Sgarbi è stato bene interpretato da Gnassi e quindi il Pd «farà fatica a trovare un sindaco di sinistra con idee di destra come Gnassi».

In quest’ottica invita a non sposare «polemiche inutili», perché «Rimini è quella che è, Rimini è capitale, Rimini parla da sola, il Duomo parla da solo, Rimini ha una grande storia, ha turismo, il truismo è cultura, uniti come in nessuna altra città d’Italia».

Le polemiche inutili fanno riferimento alla riqualificazione di Piazza Malatesta e al Museo Fellini, dato che l’opposizione ha molto criticato il progetto? «Non lo conosco bene, ma si tratta di dialogare con la Soprintendenza per limitare le visioni faraoniche di Gnassi, però un monumento (moderno) dedicato a Fellini non è detto non possa stare in una piazza storica con sullo sfondo una Rocca, bisogna vedere il contesto e come è fatto».

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