Sfregia la compagna: rampollo di una nota famiglia riminese ai domiciliari dalla madre

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Torna a casa della mamma il 37enne arrestato la scorsa settimana dalla seconda Sezione della Squadra mobile della Questura di Rimini con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Il Gip Raffaella Ceccarelli ha infatti accolto, nonostante il parere contrario del pubblico ministero Davide Ercolani titolare dell’indagine, la richiesta di attenuazione della misura cautelare avanzata dall’avvocato Piero Ippoliti Martini per il 37enne rampollo di una conosciutissima famiglia riminese.
Manette che sono scattate non per volontà della sua vittima e compagna di vita ma per iniziativa del padre della donna, stanco di veder ritornare a casa la figlia un giorno si a l’altro pure piena di lividi, massacrata di botte con il volto pesto a causa dei cazzotti ricevuti o segnato da un colpo ricevuto con un coccio di bottiglia. Una storia protrattasi per due anni che già altre ragazze avevano vissuto le cui testimonianze sono state inserite dalla Procura nella richiesta d’arresto accolta dal Gip Vinicio Cantarini. Come quella della poveretta rimasta incinta che al rifiuto di abortire è stata presa a pugni, scaraventata a terra e poi colpita con calci al ventre e alla schiena. Il 37enne ora potrà attendere accudito a casa dalla madre l’esito del processo che lo vede sul banco degli imputati con l’accusa di evasione fiscale.

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