«Se venisse qui in spiaggia in questo momento, davanti a me, vedrebbe che c’è un’altra coppia che sta facendo le stesse cose che facevano i due turisti multati sabato. Qua alla Bassona accade in continuazione. Ma cosa faccio, mi metto a girare col telefonino in mano e passo la giornata a chiamare i vigili? Ne discutiamo da anni sui gruppi di Facebook, pubblichiamo gli articoli che escono, ma non c’è niente da fare, non cambia nulla». A parlare è Ivan Polveri, 52 anni, ravennate. E’ stato lui a chiamare la polizia locale nel pieno pomeriggio di sabato segnalando due coniugi del Modenese che stavano praticando sesso orale nello storico tratto di spiaggia libera adibita al naturismo, a Lido di Dante. Per loro, la denuncia per atti osceni (reato depenalizzato) si è trasformata in due verbali da 10mila euro ciascuno. Eppure la stangata non è servita da lezione.

Esibizionisti ovunque

«Guardi, mentre siamo al telefono provo a spostarmi – continua l’habitué della spiaggia -. Ecco, ho fatto 30 metri. Ho già visto un’altra situazione simile». E stavolta descrive una scena a tre, due donne e un uomo. «Individuarli è facile – prosegue -, basta vendere un capannello di tre o quattro persone in piedi, e di sicuro in mezzo a loro ci sarà una coppia che dà spettacolo». A questi si aggiungono i casi in cui sono direttamente i molestatori a infastidire gli amanti del costume adamitico che se ne stanno tranquilli sul telo. «Oggi c’era una coppia, un ragazzo e una ragazza sui 30 anni. Quando lei si è spogliata, quelli sono arrivati e hanno iniziato a masturbarsi, finché i due giovani non hanno deciso di andarsene».

«Ho rischiato di prenderle»

È un andazzo che non conosce età, né nazionalità. «Italiani, stranieri, a dare fastidio sono sempre quelle venti o trenta persone. E se ti azzardi a dire qualcosa se la prendono con te». È quanto accaduto domenica, quando Polveri ha trovato il coraggio di avvicinarsi e tentare di mettere fine al siparietto osceno. «Se dici qualcosa rischi di prenderle. L’altro giorno dopo le mie proteste, uno dei guardoni, ricordo che era di colore e indossava i pantaloncini azzurri, è venuto da me a dirmi che questa spiaggia è adibita a queste cose, intimandomi di andarmene se non mi stava bene».

Sotto gli occhi di bimbi e bagnini

Sabato, quando gli agenti della polizia locale sono intervenuti per identificare i due coniugi “focosi”, c’erano pure i bagnini di salvataggio, per il primo anno presenti lungo il tratto di arenile consacrato al naturismo. «Anche loro vedono quel che accade – prosegue il bagnante -, ma non so se sono autorizzati a intervenire. Sarebbe forse compito di uno steward o di una guardia adibita a controllare la spiaggia, almeno da luglio a settembre». Fermo restando, si affretta ad aggiungere Polveri, «che queste cose vanno avanti fino a novembre». Ma il periodo più delicato è naturalmente quello estivo, durante il quale l’esibizionismo non si ferma nemmeno di fronte ai bambini. «Proprio l’altro giorno due nonni se ne sono andati via con il nipotino, non appena hanno assistito all’ennesimo episodio». Per Polveri o si interviene oppure «tra qualche anno sarà solo di questa». Lo afferma senza problema di finire sul giornale: «Quando uno dice la verità non deve temere nulla – conclude -. O stiamo tutti zitti e ci rassegniamo all’idea che la spiaggia vada in mano ai maniaci, oppure decidiamo di salvarla».

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