Sesso con animatore 16enne a Ravenna: “Coinvolti altri 8 minori”

Non mi ha costretto, mi sentivo costretto io e l’ho fatto, ma potevo benissimo dirgli di no in partenza. Mi sono svegliato la terza volta”. Sono le parole di un ragazzo di 16 anni, arrivato l’estate scorsa a Marina Romea e assunto dal titolare di una società milanese che svolgeva l’attività di animazione in un hotel della località balneare ravennate. Il suo racconto trapela nell’ordinanza di custodia cautelare che nei giorni scorsi ha fatto finire agli arresti domiciliari il suo datore di lavoro, un 34enne residente a Sesto San Giovanni (Milano), accusato di violenza sessuale continuata e di gruppo. E’ indagato insieme a un altro dipendente della società, un 21enne responsabile dell’intrattenimento nella struttura alberghiera. Secondo l’accusa, per quanto consenziente, i rapporti intimi con il minorenne sarebbero stati ottenuti “per induzione”, cioè facendo leva sulla fragilità psicologica del ragazzino, sfruttando il loro ruolo lavorativo e puntando sul timore del giovane di essere licenziato.

Film porno in camera

A dare il via all’inchiesta è stata la confidenza fatta dall’adolescente ai familiari, scesi in Romagna per fargli visita. Era stato il titolare in persona a offrirgli il posto. Lo stesso che, a fine giugno 2021, era giunto a Marina Romea per alcuni giorni per controllare l’attività. Il primo approccio sarebbe avvenuto nella camera in cui dormivano gli altri animatori. Il 34enne avrebbe convinto il dipendente a togliersi la maglietta in quanto sporca, invitandolo poi a mostrargli il suo filmato pornografico preferito. In quel momento li avrebbe raggiunti anche il 21enne. Rimasti nudi, titolare e responsabile avrebbero iniziato a masturbarsi a vicenda: “Tu stai fermo, non fai niente?”, lo avrebbero incalzato. Per convincerlo, il superiore gli avrebbe detto che “per fare questo lavoro bisogna sfogarsi in generale, lasciarsi andare”, rassicurandolo, perché, a suo dire, “lui stava provando ad aprirmi un po’ di più”.

Nel pomeriggio stesso sarebbe accaduto il secondo episodio, nella camera dello stesso hotel. “Dai, sfogati un po’” lo avrebbe incalzato per poi liquidarlo a fine rapporto con un “ora torna dagli altri”. All’ennesima richiesta del giorno successivo, di fronte al rifiuto del dipendente, il 34enne si sarebbe mostrato risentito, definendosi offeso e deluso.

«Sesso con almeno altri 8 ragazzi»

Lui era il “capo, capo, capo”, così il 16enne lo chiamava ripetutamente palesando il timore provato. Era arrivato addirittura a giustificarlo di fronte agli inquirenti, dicendo che “fa questo con i ragazzi che vede fragili e sessualmente confusi”. “Io continuo ad avere paura di (…)”, ha ammesso di fronte agli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal sostituto procuratore Cristina D’Aniello. Dimostrazione, secondo il giudice per le indagini preliminari Janos Barlotti che ha firmato l’ordinanza, di un «evidente rapporto di sudditanza della persona offesa rispetto all’indagato». Ancora più inquietante il fatto che il retroscena di quelle attenzioni particolari fosse cosa nota tra tutto il personale dell’hotel, tanto che tra colleghi e colleghe si vociferava di almeno altri otto rapporti sessuali con dipendenti presso altre strutture alberghiere, fra i quali un 17enne in un ulteriore hotel a Marina Romea, poi pure licenziato.

Tutte voci ribadite anche da una collega e amica della parte offesa, come il fatto che la società avesse perso il contratto in una struttura in Calabria proprio perché titolare e responsabile dell’animazione erano stati sorpresi fare sesso con una ragazza in un locale adibito ai bambini; episodi che tra l’altro si sarebbero riproposti anche in altri hotel coinvolgendo sempre minorenni.

Convocati dalla Procura lo scorso aprile, i due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ancora oggi – quantomeno al momento della notifica della misura degli arresti domiciliari per il 34enne – la società di animazione risulta in attività in varie strutture turistiche. Il titolare dovrà prossimamente comparire davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.

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