Serie tv: Una Squadra

“Una Squadra”, su Sky Documentaries in sei episodi, è una docuserie che racconta un pezzo di storia del nostro Paese alla fine degli anni Settanta, una grande storia sportiva in cui si intrecciano ai materiali d’archivio, dentro e fuori dal campo, le parole e le imprese, le liti e le riconciliazioni, le complicità e i talenti diversi ma complementari dei cinque componenti della squadra italiana di tennis vincitrice, nel 1976, della finale di Coppa Davis. Intorno a quella finale si creò un vero e proprio caso politico, con enormi polemiche sull’opportunità di andare a giocare con i colori dell’Italia nel Cile del dittatore Pinochet.

La serie – che annovera tra gli autori Sandro Veronesi, Lucio Biancatelli e Giorgio Franchini ed è diretta da Domenico Procacci – è la “voce” dei cinque artefici di quella vittoria, una delle più epiche dello sport italiano. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci Antonio Zugarelli e Nicola Pietrangeli (capitano non giocatore), nella loro capacità di affabulazione, si rivelano dei protagonisti strepitosi, dai caratteri diversissimi ma tutti ugualmente irresistibili. E, soprattutto, hanno il pregio di raccontarsi liberamente, dimostrando di non avere più remore nel rivelare, dopo molti anni, i segreti e le divisioni di una Nazionale scanzonata e indisciplinata ma che nonostante tutto, tra il 1976 e il 1980, è stata la squadra più forte del mondo, tanto da raggiungere la finale di Coppa Davis quattro volte. Lo fanno all’interno di un documentario, diretto scritto e montato con grande competenza, passione ed ironia, che contiene tutto: la celebrazione di un successo complicato ma unico (quella del 1976 rimane, ancora oggi, a 122 anni dalla nascita della Coppa Davis, l’unica vittoria italiana…), l’epopea sportiva, la storia politica e il costume italiano e internazionale del Ventesimo secolo.

Nei sei episodi della serie gli ex tennisti, tutti con infanzie diverse alle spalle, ripercorrono, tra l’altro, l’inizio della loro passione per il tennis; parlano degli anni di formazione nel centro di Formia, sotto la guida di Mario Belardinelli; descrivono i loro differenti stili di vita; si soffermano sul periodo che ha preceduto la finale del ’76 e sulle discussioni per boicottare o meno il match, con Pietrangeli che riuscirà a mediare e ha portare la politica dalla sua parte, favorendo la partenza degli italiani; e, alla fine, fanno anche luce, dopo tanti anni, sulla famosa questione delle “magliette rosse” indossate nella finale contro il Cile. In un “flusso di memoria e di rimandi d’epoca che innesca sorrisi, commozione ed emozione nel senso più ampio possibile”. E che merita una sola e doverosa avvertenza: la memoria, si sa, ha regole tutte sue. È normale, quindi, non ricordare perfettamente fatti anche importanti accaduti cinquant’anni prima. Così come è normale che a volte la memoria possa edulcorare, migliorare o romanzare quanto realmente accaduto.

“Si accettano – ha scritto Antonio Dipollina – scommesse e anche contestazioni, ma il dubbio fortissimo è che si sia di fronte alla miglior produzione documentaristica mai realizzata da noi in tema sportivo. ‘Una Squadra’. In realtà un lungo film, forse una post commedia all’italiana dei bei tempi ma con protagonisti reali, ex tennisti nella realtà dentro una storia davvero impareggiabile”.

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