Sergio Castellitto a Forlì in “Zorro”

Chi non ha mai guardato un barbone sul marciapiede, riflettendo sul senso della vita? La scrittrice Margaret Mazzantini ha regalato al marito Sergio Castellitto, che aveva voglia di tornare sulle scene, la storia di “Zorro”, un vagabondo che dal basso del marciapiede racconta in forma di monologo la sua vita e i fatti che lo hanno condotto fino a lì. Così questa sera l’attore romano, più volte vincitore del David di Donatello, è protagonista all’Arena San Domenico di Forlì, alle ore 21.15 (posti già sold out), con uno spettacolo tragicomico ed emozionante, scritto appunto da Mazzantini e di cui Castellitto cura anche la regia.
Zorro è un uomo ai margini della società, capace di vedere la realtà osservando la vita delle persone comuni che vivono in uno stato di quotidiana normalità. Il testo, nelle intenzioni di Margaret Mazzantini, descrive un eremita letterario, poetico e filosofico, benché la vita reale sulla strada sia ben più dura, drammatica e difficile. Ne emergono toni allegri e a tratti irriverenti, spunti di riflessione sulla precarietà della vita, in fin dei conti imprevedibile sia per il clochard che per i passanti frettolosi, così come sul suo indiscutibile e prezioso valore.
Il personaggio Zorro di Castellitto e Mazzantini è un po’ chapliniano, un po’ clownesco (laddove anche il clown di Heinrich Böll ripercorre il suo passato e riflette sulla propria vita senza filtri e senza ipocrisie).
Un lungo sodalizio
Non è la prima volta che Sergio Castellitto cura la regia teatrale di un testo scritto dalla moglie: era già accaduto nel 1996 con “Manola”, una commedia brillante interpretata da Nancy Brilli e dalla stessa Mazzantini. I due si sono conosciuti e innamorati proprio a teatro, sul palcoscenico, negli anni’ 80: recitavano insieme in “Le tre sorelle” di Cechov. Il matrimonio nel 1987 e poi i quattro figli, un sodalizio privato e professionale fecondo e brillante. Indimenticabile, ad esempio, l’interpretazione di Castellitto nel film “Non ti muovere” del 2004 (da lui stesso diretto) e tratto dall’omonimo romanzo – premiato con lo Strega nel 2002 – della moglie che ha sceneggiato la pellicola. Vestire i panni del chirurgo Timoteo – che riconosce la figlia quindicenne appena trasportata in ospedale dopo un incidente e in pericolo di vita – gli era valso il David di Donatello, recitando accanto a Penelope Cruz nei panni di Italia, a cui fu riconosciuto lo stesso premio per l’interpretazione femminile. L’esperienza cinematografica della coppia Castellitto-Mazzantini si ripete con “La bellezza del somaro” del 2010, poi con “Venuto al mondo” del 2012. Nel 2015 è la volta di “Nessuno si salva da solo” e nel 2017 di “Fortunata”.
Questa sera, sul palcoscenico del San Domenico, una ulteriore prova della loro sintesi perfetta di arte e vita.
Si ricorda che l’accesso ai luoghi di spettacolo, anche all’aperto, è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19. I bambini con età inferiore a 12 anni sono esentati dal presentare tale certificazione. In caso di maltempo, lo spettacolo si terrà al teatro Diego Fabbri.
Info: www.accademiaperduta.it

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